Carcinoma in situ dell’urotelio

    DOMANDA

    Salve dottore, vorrei chiederLe una consulenza riguardo mio padre. Ha 61 anni e gli hanno diagnosticato un carcinoma in situ dell’urotelio.

    Il 20/05/2011 è stato sottoposto a intervento endoscopico di resezione di neoformazioni vescicali dalle quali è risultato un carcinoma uroteliale papillare di alto grado senza evidenza di infiltrazione stomale.

    Il 23/06 è stata fatta una scintigrafia ossea total body risultata negativa per lesioni ossee di tipo ripetitivo.

    Il 14/06 è stato sottoposto a resezione endoscopica profonda stadiante nella sede della pregressa resezione e di altre aree sospette. Risutati:

    RE TURV + biopsia:1)parete posteriore parte profonda, carcinoma in situ dell’urotelio,parete muscolare indenne;2) parete posteriore, frammenti di carcinoma papillare a cellule transizionali di alto grado con microinfiltrazione del corion mucoso; 3)retroureterale e 4) preureterale sinistra (con tessuto muscolare indenne) e 5)collo ore 12, carcinoma in situ con interessamento dei nidi di von Brunn;

    RE TURV: 6)parete laterale sinistra, carcinoma in situ ( non repertato tessuto muscolare) e 7)parete posteriore frammenti di carcinoma papillare a cellule transizionali di alto grado non infiltrante e carcinoma in situ circostante. I medici hanno consigliato cistectomia radicale + derivazione urinaria tipo Bricker.Secondo lei è ancora possibile una ricostruzione? I tempi di attesa sono lunghi e abbiamo timore sia rischioso aspettare.Ringraziando porgo distinti saluti. Laura

    RISPOSTA

    Gentile signora,

    mi scuso per il ritardo ma sono stato assente per alcune settimane. Mi pare di capire che non sia stata evidenziata una infiltrazionedel piano muscolare e che non sia stata fatta alcuna terapia “locale”… Se è così, prima di pensare ad un intervento altamente demolitivo, si può di certo fare un tentativo con delle istillazioni endovescicali. Se poi si arrivasse alla cistectomia, di certo in prima istanza, si poterbbe pensare ad una “ricostruzione della vescica”. I nostri tempi, sia per il controllo endoscopico che per la eventuale chirurgia demolitiva, non sono affatto “lunghi”!

    Cordiali saluti, Filiberto Zattoni