DOMANDA
Buonasera Dottore,
mi trovo nella situazione di avere il papà colpito da Meningo Encefalite Erpetica da Erpes Simplex. Ha un’età di 73 anni, probabilmente in un momento particolarmente deabilitato con le difese immunitarie basse è stato colpito dal virus che ha provocato un’infezione al tronco encefalico. E’ stato ricoverato venerdì 31 ottobre con sintomi di perdita di stabilità, stato soporoso, sintomi di nausea/vomito. Pultroppo il suo stato è peggiorato ed è stato necessario trasportarlo in urgenza in rianimazione domenica 20 ottobre, dove si trova tuttora. Pultroppo dopo vari esami negativi (TAC etc…) solo dopo una settimana è stata individuata l’infezione tramite RM, e solo giovedì 31 è stata emessa la diagnosi: Meningo Encefalite Erpetica da Erpes Simplex a cui è seguita la cura mirata. Ad oggi non vediamo nessun miglioramento, il papà rimane “non contattabile”. Potrebbe, gentilmente, anche dal solo punto di vista statistico, illustrarci gli scenari possibili, e se questi tempi sono compatibili con i casi riportati in letteratura a voi accessibili. Eventualmente darci qualche consiglio/consulenza. La ringrazio per qualsiasi informazioni. Cordiali saluti
RISPOSTA
Gentile Sig Lambresa
non è possibile valutare casi specifici a distanza. La diagnosi di encefalite erpetica è complessa e la prognosi varia a seconda dell’età e delle condizioni in cui è iniziata la terapia. Un’età superiore a 30 anni e un Glasgow coma score >6, peggiora moltissimo la prognosi.
Capisco la sua ansia, ma purtroppo non posso aiutarla di più, se non dicendole che una volta stabilita la diagnosi, il trattamento è simile in tutte le parti del mondo. Sicuramente i Colleghi della rianimazione stanno operando al meglio.
Cordiali saluti
Prof A. Volpi