DOMANDA
Gent.prof.Sciarra,ho 29 anni,affetto da tempo da intense pollachiuria,disuria nicturia e sgocciolamento post minzionale(mi ritrovo gli slip bagnati). L’UFM RPM (Flusso massimo:13 ml/s,Flusso medio:6 ml/s,Volume mitto:117 ml,Volume residuo:0 ml,T flusso:17.2 s, Tempo minz.:17.6 s,Tempo a Flusso Max:2.4 s,Posizione eretto)è inferiore alla norma mentre a ecografia tutto normale eccetto lo spessore della parete vescicale aumentato a 7 mm. Terapia x 2 mesi:1 cp al dì di Ipertrofan 40 mg (mepartricina),1 cp al dì di Pelvilen forte 400 mg+40 mg(palmitoiletanolamide micronizzata+trans-polidatina). Riguardo a Ipertrofan(mepartricina), vorrei gentilmente chiederle quali sono il suo principio di funzionamento e la sua influenza su prostata e vescica. A quanto so,Ipertrofan dovrebbe eliminare gli estrogeni di troppo(anche se io ho sempre avuto un fisico ed aspetto molto mascolini senza tratti femminilizzanti). Perciò vorrei sapere quali legami vi sono tra il livello di estrogeni nell’organismo maschile e i miei problemi urinari,e,nel caso esistesse un nesso causale tra essi e i miei disturbi urologici,le chiedo anche a cosa devo far attenzione nel quotidiano x evitare/limitare un’involontaria assunzione di estrogeni e se devo evitare/limitare alimenti in cui son presenti estrogeni(io non so quali cibi li contengono o no). La ringrazio tanto x la sua cortese attenzione e consueta gentile disponibilità. Cordiali Saluti.
RISPOSTA
Buongiorno,
viene riportato un caso di sintomi urinari associati ad un flusso minzionale alla uroflussometria piuttosto basso considerando la giovane eta’.
In questi casi normalmente esiste una rigidita’ del collo vescicale che si oppone ad uno svuotamento rapido delle urine dalla vesacica e puo’ quindi secondariamente determinare i sintomi riferiti.
Per prima cosa bisogna agire su questa sclerosi del collo vescicale attraverso una terapia farmacologica corretta a base di alfa 1 bloccanti (alfuzosina, tamsulosina, silodosina) e verificare con nuova uroflussometria dopo 3 mesi di terapia se vi e’ un migloramento.
La terapia descritta conm epartricina in realta’ non ha nessuna indicazione per questo tipo di situazioni ed in realta al momento da nessuna linea guida viene considerata una terapia per patologia prostatica.
Il ruolo degli estrogeni di cui lei parla e’ considerato un fattore nella progressione dell’ipertrofia prostatica (una situazione che diventa clinicamente significativa dopo i 40-45 anni) e comunque la mepartricina non ha significativamente dimostrato un effetto a livello prostatico riconducibile a risultati clinici
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra
Coordinatore Prostate Unit
Policlinico Umberto I
Universita Sapienza
Roma