DOMANDA
Gent.ma Dr.ssa Martello,
sono una ragazza di 32 anni,un anno fa circa, ero fidanzata da quasi 8 anni, ho conosciuto un uomo più grande di me di 24 anni,sposato con una figlia,con il quale è partita come per gioco una frequentazione,fino allora ero stata sempre fedele al mio ex,ma purtroppo la nostra storia già da un paio d’anni era esaurita dovevamo solo prenderne atto era un anno e mezzo che non avevamo rapporti… e ad agosto infatti ci siamo lasciati.
Forse bisognosa di attenzioni,sicuramente molto attratta fisicamente da quest’uomo ho intrapreso questa storia,senza mai nessun tipo di illusione e sapendo che l’uomo in questione che definerei un Casanova patologico dai racconti che lui stesso mi ha fatto,non sarebbe mai potuto essere l’uomo della mia vita ma inutile nascondere il fatto che me ne sono innamorata, e non sono una persona che si innamora facilmente,ho cercato di troncare più volte chiedendo anche a lui di non farsi sentire ma ovviamente lui continua a mandarmi messaggi “disperati” e non mi aiuta,non so come uscirne le assicuro che ho una vita impegnata:tante amicizie, hobby,un lavoro soddisfacente e impegnativo,e mi sento una cretina perchè so perfettamente che merito altro e tutto il resto che è una storia impossibile etc..etc…ma non ce la faccio,se qualche anno fa avessi pensato che mi sarei potuta innamorare di un uomo così,sposato e di 24 anni più vecchio mi sarei data della pazza avrei pensato che a me non sarebbe mai successo invece eccomi qua. Grazie
RISPOSTA
Non ci si innamora a comando così come non si tronca una relazione solo con la forza del ragionamento. Lei ha iniziato la relazione per bisogno di affetto, e per attrazione, salvo poi trovarsene invischiata e ora chiede aiuto. Ma a chi ? In primo luogo alla persona che meno di tutti lo può fare: l’uomo che la interessa. Così lei rischia di rimanere sempre più prigioniera di una situazione che lei stessa definisce insostenibile. Ma è davvero dall’esterno che possono arrivare degli aiuti? Io non credo. C’è in lei una consapevolezza che si sta facendo sempre più strada: glielo sottolineo con le sue stesse parole ” e mi sento una cretina perchè so perfettamente che merito altro”. Cominci a riflettere seriamente sulla portata di questo suo sentire. Dal tono della sua lettera sento che lei non si sente rispettata come soggetto di amore. Da lei stessa prima che dall’?altra persona. Il suo sentirsi ?cretina? corrisponde alla fragilità che avverte in se stessa. Accorgersi di questo non è poco . E? indice comunque che qualcosa si sta agitando nella sua sensibilità. E? la sua forza interiore che fa capolino , perché c’?è e ha bisogno solo di avere più spazio. Ed è proprio dalla consapevolezza di questa fragilità che può prendere avvio un processo di scoperta del suo diritto alla felicità di cui sente il bisogno. Solo da questa constatazione può derivarle la forza di DECIDERE di attendere dalla vita l’occasione di un incontro che dia risposta a quello che giustamente sta cercando. Accetti il rischio di avere più fiducia in quello che la vita può offrirle.