DOMANDA
Egr Dottore, mi devo scusare sulla precedente domanda che in realtà era mal posta (come capisco dalla sua chiarissima risposta). Se posso, gliela riformulo in questo modo: un uso prolungato dei corticosteroidi sostitutivi può inibire la produzione residua di ACTH, provocando quindi l’inibizione permanente dei surreni?
E le chiedo anche: perchè si prescrive il cortisone e non direttamente l’ACTH, che avrebbe il pregio di stimolare il cortisolo fisiologico? La ringrazio molto della sua attenzione. Un cordiale saluto.
RISPOSTA
Alcuni steroidi hanno un discreto potere soppressivo sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Il cortone acetato non fa parte di questi.
Inoltre, l’effetto soppressivo è solitamente transitorio e la fisiologica attività pre-esistente, viene sempre ripristinata, anche se dopo un tempo variabile dalla sospensione dello steroide. In ogni modo la somministrazione dello steroide non “peggiora” in modo irreversibile la capacità secretoria ipofisaria di ACTH.
Per ciò che riguarda la seconda domanda, a prescindere che il suo deficit sia ipotalamico (di CRH) o ipofisario (di ACTH), la terapia sostitutiva con cortone è più pratica, di semplice somministrazione, meno costosa ed effettuabile anche per via orale.
Per questi motivi viene descritta da tutte le linee guida coma la terapia sostitutiva da effettuare nei casi di iposurrenalismo.
Per maggiori informazioni legga il seguente articolo del sottoscritto:
http://lnx.endocrinologiaoggi.it/2011/10/iposurrenalismo-malattia-di-addison/
Cordiali saluti.
Dott. Massimiliano Andrioli
EndocrinologiaOggi, Roma, Milano, Lecce
www.endocrinologiaoggi.it