DOMANDA
Illustre Collega,
vorrei rubare 5 minuti della tua attenzione su una problematica a me molto cara e pressante.
Si tratta della mia compagna con un carcinoma duttale infiltrante di 1,5 cm con linfonodo sentinella negativo, quadrantectomia effettuata in data 04/04, con alta positività dei recettori ormonali ki67 di valore medio, e con il cerbB2 2+
La malattia ha una buona prognosi, ma comunque il rischio di recidiva non è ininfluente essendo a mio parere oltre il 20% ( valore medio già innalzato dall’amplificazione genica di Her2 neu).
L’ormonoterapia per 3/5 anni in una donna in premenopausa mi sembra doverosa . La chemioterapia aggiunge qualcosa ancora in termini di protezione, ma vorrei mi aiutassi a valutare dove pende la bilancia del costo-beneficio. Indiscutibile, invece, l’obbligatorietà della radioterapia.
Aspetto tue definitive considerazioni.
Grato
Augusto
RISPOSTA
Caro Lettore, detto che la procedura terapeutica adottata è ineccepibile, diventa problematico se non impossibile stabilire dove penda la bilancia della probabilità, perchè ogni tumore è diverso dall’altro, anche quelli che colpiscono uno stesso organo. Non esiste un solo cancro del seno, del colon, del pancreas, come non esistono “la” leucemia o “il” mieloma. Per ognuna di queste neoplasie si conoscono ormai centinaia di varianti, ciascuna con peculiarità talmente marcate e differenzianti da poter essere quasi considerate una malattia indipendente. Sia fiducioso, il caso a cui si riferisce è di quelli guaribilissimi.
Un cordiale augurio
Umberto Veronesi