Ossessione e paura di rimanere incinta

    DOMANDA


    salve gentile dott Mian,
    la ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi.

    Sono una ragazza di 34 anni e dopo un passato fallimentare ho deciso qst’anno di iscrivermi al c.so di infermieristica .

    Tutto e’ andato alla grande,il lavoro mi piace ,gli esami ,seppur con qualche ritardo ..procedono ..ma all’improvviso una fobia che sta assillando il mio percorso e ovviamnete del tutto ingiustificabile sta intralciando il mio lavoro.

    Il tutto e’ accaduto quando sono stata trasferita nel reparto di urologia e li mi sono dovuta occupare di cateterismi vescicali soprattutto agli uomini ..non so perche’ ..ma sono stata profondamente colpita dalla paura che toccando i genitali maschili ,seppur con l’uso di guanti e tutti i dispositivi di protezione indicati,io potessi correre rischi di gravidanze…una fissazione,un senso di colpa vs un patner che cmq nn c’e’ ..che mi assilla e che mi mette in ansia la notte ..seppur con certezza io so che nn esiste alcun pericolo !anzi ,dovrei preocc del rischio reale e tangibile di contrarre malattie ..ma qll nn so per quale meccanismo e’ stato soppiantato da quanto scritto sopra!

    comprendo di essere un caso triste e che ciò nn puo’ essere in sintonia con il mio futuro lavoro..ma io nn voglio ,io ho una tremenda paura che per colpa di qst mie maledette fobie anche qst mio sogno nn si realizzi !!! mi consigli cosa e’ piu giusto fare gentile dott.ed io lo faro’ ..


    La ringrazio infinitamnete !!

    RISPOSTA


    Gentile ragazza,

    il problema che lei mi riferisce verte principalmente sul timore della responsabilita’.

    Lei teme che se dovesse avere una gravidanza, ci sarebbe una sua responsabilita’ nel concepimento.

    Sa sicuramente anche lei, che perche’ cio’ avvenga, vi deve essere una eiaculazione, e questa deve avvenire in condizione che lo sperma e gli spermatozoi in esso contenuti incontrino la sua zona genitale.

    Anche se lei dovesse avere dello sperma nei guanti e quest’ultimi incontrassero in qualche modo la sua zona genitale, e’ da escludersi qualsiasi possibilita’ di concepimento.

    Le probabilita’ sono davvero da escludersi.

    Ma il problema non è questo.

    Lei non riesce a non pensarci.

    La sfida è nel riuscire a spostare il pensiero, che probabilmente si fa ossessivo durante le attivita’ lavorative riguardo le accortezze igienico-sanitarie da porre nei confronti dei pazienti, e successivamente, una volta terminata la sua attivita’ come infermiera, di ripensare alle sue azioni per valutare se vi sia stato o meno un contatto o un comportamento a rischio.

    Questo sempre secondo una sorta di “rito” che le impone di preoccuparsi per cacciare il timore che qualcosa di sgradito o terrorizzante accada: avere un figlio con una persona che non conosce o che non sia il suo partner (futuro o presente).

    Le domande che potrebbe porsi sono principalmente due:

    Quante possibilita’ ha davvero di rimanere incinta con questi comportamenti?

    Se davvero rimanessi incinta, quale sarebbe la cosa più brutta che al massimo potrebbe accadere?

    Cerchi di andare a fondo all’ultima domanda, perchè la chiave è nascosta li.

    Lei sta evitando, come detto, di avere delle responsabilita’, avendo comunque scelto un mestiere non facile e che la pone molto spesso a dover rispondere di cio’ che fa o decide.

    Questa che lei chiama fobia, in realta’ e’ una ossessione legata ad ansia eccessiva, un pensiero quindi, che lei sembra non riescire a cacciare dalla mente e che sicuramente la impegna per buona parte della giornata.

    Il mio consiglio, è di rispondere sempre alle domande che le ho proposto qualora dovessero presentarsi i suoi rimuginii (in termine tecnico cosi’ viene chiamata l’attivita’ mentale di predirre continuamente a noi stessi alcuni eventi negativi che temiamo possano accadere nel futuro) e di dare uno stop a questi pensieri una volta che si e’ risposta.

    Non sara’ facile inizialmente, e se dovesse avere bisogno d’aiuto (e’ assolutamente normale non se ne preoccupi, visto che con i pensieri ci convive ogni istante), ci sono specifici protocolli a breve termine che potra’ gestire insieme ad uno psicoterapeuta, meglio se a matrice cognitivo-comportamentale vista la natura del suo problema.

    Le auguro ogni bene e sono certo riuscirà a realizzare il suo sogno, che è già in buona parte realizzato.



    Emanuel Mian