DOMANDA
Salve Dott. Bulgheroni, Le espongo il mio problema. Sono una signora di 43 anni e circa due mesi fa, a causa di un colpo di vento ho iniziato ad avere un po’ di tosse. Dopo quindici giorni, vedendo che la tosse era diventata intensa e accompagnata da muco giallastro, mi sono recata dal medico. Diagnosi: forte
bronchite con broncospasmi. Cura: 6 giorni antibiotico ABBA e 6 giorni areosol con PRONTINAL. Purtroppo nessun miglioramento. Mi sono recata di nuovo dal dottore. Nuova diagnosi: reflusso gastroesofageo. Cura: 7 giorni PARIET. Nessun miglioramento. Tosse persistente e peggiorata, dolore parte alta del torace e sensazione di forte peso al centro dello sterno, mancanza di respiro e tanto catarro stavolta bianco e colloso. Mi sono quindi recata da uno specialista. Diagnosi: tracheite in evoluzione verso asma bronchiale cronica. Terapia: ALIFLUS 50/250
2 inspirazioni al mattino e 2 alla sera x 2 mesi, dopo ciò sarà da eseguire spirometria. Sono 10 giorni che prendo questo farmaco, ma la situazione non è cambiata anzi sembra peggiorare. In più da quando prendo questa medicina ho raucedine, tachicardia e ancora più patisco la mancanza di fiato. Non so come uscire da questa situazione. Inizio a dubitare di aver fatto le cose giuste. Va bene secondo Lei la cura? Dovrei fare un esame dell’espettorato? Dovrei fare dei raggi? Preciso che non ho mai avuto febbre. Cosa mi consiglia? Grazie dell’attenzione.
RISPOSTA
Gentile signora,
la sua sintomatologia, pur disturbante, è abbastanza comune e non sembra, dalla descrizione, di particolare gravità. Comunque, non conoscendo a fondo la sua situazione (eventuali precedenti, familiarità per malattie respiratorie, abitudine al fumo, professione eccetera), le consiglio innanzitutto di proseguire i controlli seguendo le indicazioni dello Pneumologo. Le terapie somministrate sembrano corrette, anche se le ipotesi diagnostiche richiedono ulteriori esami. Ad esempio accertare se veramente è presente reflusso, valutare la spirometria già prima delle terapie inalatorie, eventuale prick test per valutare la presenza di allergie, eventuale test di provocazione con metacolina per confermare se è presente iperreattività bronchiale (che è alla base dell’asma) e, naturalmente, una radiografia del torace. Le ricordo inoltre che per valutare l’efficacia di una terapia spesso sono necessari molti giorni (ad esempio 7 per il pariet sono pochi).
Il broncodilatatore, certamente, può causarle i disturbi che senala. Poiché è una terapia importante nell’asma, lo faccia presente al suo pneumologo.
Cordiali saluti.
Dr. Paolo Bulgheroni