DOMANDA
Egregio professore, sono una donna di 62 anni e da qualche anno tengo sotto contrllo la glicemia dopo che a digiuno aveva superato i 100. Faccio regolarmente attività fisica quasi tutti i giorni o camminata, bicicletta o palestra per cui la glicemia e sempre sotto i 100 non mangio zuccheri semplici poca pasta o riso e niente pane. La mia curiosità sta pero’ nel fatto che quando faccio attività intensa il giorno dopo la glicemia a digiuno e’ più alta anche se di poco. Da che cosa dipende? La ringrazio se avrà la cortesia di rispondermi e Le invio
cordiali saluti.
RISPOSTA
Gentile Signora, la condizione di iperglicemia moderata a digiuno (meglio definita come Impaired Fasting Glucose) corrisponde ad una glicemia compresa fra 100 mg/dl e 125 mg/dl. E’ considerata importante perché le persone in questa condizione sono ad elevato rischio di sviluppare diabete. Per completezza sarebbe utile, sentito il Suo medico, eseguire anche una glicemia dopo carico orale di glucosio (OGTT, 75 grammi), normale se inferiore a 140 mg/dl, patologica se uguale o superiore a 200 mg/dl.
La glicemia al mattino a digiuno dipende esclusivamente da quanto glucosio viene prodotto dal fegato. Il tipo di intervento che Lei fa (attività fisica) agisce invece prevalentemente su quanto glucosio viene consumato dai muscoli. Entrambi questi processi sono regolati dalla concentrazione di insulina e tendono a peggiorare in condizione di “insulino-resistenza”. In merito al quesito: vista la frequenza delle misurazioni, immagino Lei le esegua mediante una macchinetta per la glicemia (glucometro) che tuttavia non è studiata per porre in risalto queste piccole differenze. Per chi ha il diabete la differenza fra 98 mg/dl e 105 mg/dl non ha alcun significato clinico. Lo stesso vale se una volta è 115 mg /dl e la volta dopo 130 mg/dl. Al contrario, se le glicemie sono di laboratorio, con le stesse è possibile fare diagnosi o calcolo di rischio di diabete estremamente differenti.
Cordialmente
prof. Andrea Giaccari