Salvare la figlia da un mostro

    DOMANDA

    ho 38 anni e ho un problema di sonno, sogno molto spesso che un (entità che in ogni sogno e diversa nella forma)
    cerchi di prendere mia figlia di 3 anni ma io per fortuna la salvo sempre,facendo del male a questa(nn so come chiamarla)entità, riesco a sconfiggerla, di solito mettendogli le mani in bocca e strappandola con cattiveria,soffro di questi incubi da quando e nata mia figlia,dopo nn riesco piu ad addormentarmi, ho bisogno di luce e ho male alla testa e allo stomaco, i sogni sono davvero reali…..

    RISPOSTA

    La lettura del Suo sogno è relativamente impraticabile in quanto può assumere significati diversi a seconda che Lei sia il padre o la madre, tale informazione, però, non si evince dal testo. A livello materno la trama onirica rappresenta un eventuale strascico di una fase depressiva puerperale. In effetti la nascita di un bambino produce nella madre delle alternanze emotive sia durante la gravidanza che dopo il parto, si tratta di una oscillazione tra periodi ipomaniacali e periodi depressivi che accompagnano il periodo successivo al parto. Nel caso di un sognatore maschile, invece, il sogno rimanda all’esperienza emotiva del padre caratterizzata da una identificazione con la moglie partoriente. Ad ogni modo, si tratta sempre di una paura interiore rispetto al pericolo di morte del bambino che aleggia costantemente nell’inconscio. Questa paura si connatura tramite l’emersione dell’imago di una madre cattiva (la strana entità di cui Lei parla) che vuole distruggere il bambino. A livello della mitologia greca, si tratta del personaggio di Teti, madre di Achille. Il mito vuole che l’eroe acheo non avesse mai usufruito del seno materno, da qui l’etimo del nome che significa “senza labbra”, e per questo che nel sogno l’attacco all’entità riguarda proprio la bocca. Paradossalmente queste paure sono tanto più forti quanto maggiore è l’attaccamento e l’affetto nei confronti del figlio. Tuttavia, se l’incubo dovesse continuare ancora per lungo tempo, sarebbe opportuna una elaborazione psicologica più strutturata.
    Cordiali saluti.