DOMANDA
il mio problema è l’insicurezza e la scarsa autostima. Sono laureata in ingegneria, ho 28 anni,e come tante persone non trovo lavoro.Il problema è che se qualcuno mi prospetta una possibile soluzione, magari mi suggerisce qualche azienda, io ho paura, e trovo ogni scusa per soprassedere. Non mi sento all’altezza di nessun lavoro, mi pongo un sacco di problemi e con il passare del tempo le cose peggiorano, perchè sembra che sto dimenticando tutto quello che ho studiato (mi sono laureata già 2 anni fa), quindi aumentano le mie insicurezze. Cosa devo fare?
RISPOSTA
Carissima,
ciò che colpisce del suo scritto è l’elencazione di problemi e di incapacità.
Questo aspetto è chiaro e presumo ampiamente presente nei suoi pensieri.
La inviterei a dirsi, scrivere, esprimere con almeno altrettante parole e con superiore enfasi
a) le sue forze
b) i successi
c) le speranze
d) le progettualità
e) le emozioni
Si interroghi su ciò che sa fare, sulle sue bellezze (interiori), su ciò in cui riesce e che la fa stare bene, sulle volte in cui tutto ha funzionato. Provi a nutrire la sua mente con episodi in cui tutto è andato per il meglio e si è sentita bene.
E’ più che normale provare paura, soprattutto di fronte al nuovo, al diverso, a ciò che non si conosce, alle scelte.. E’ perfettamente in linea con i timori di tutti. Ciò che invece potrebbe aiutarla è ‘trovare una compagnia per la paura’.. Contrariamente al senso comune, non esperiamo quasi mai una sola emozione. nello stesso momento proviamo paura e senso di sfida, tristezza e gioia, speranza che tutto vada per il meglio e incertezza per il futuro.. A fare la differenza è lo spessore con cui sentiamo questo e quello e la capacità di gestire emozioni contrastanti. Nel suo caso credo che gestirebbe meglio la paura se si nutrisse anche di speranza. Etimologicamente sperare è ‘fare un salto’, cioè staccarsi dal terreno, anche quello dei propri timori. Sempre ci sono ragioni per affrontare e motivi per evitare. sempre c’è una ambiguità per cui vorremmo fare (speranza), ma temiamo di (paura). a volte vince una a volte l’altra.. Cosa può far desistere la speranza e lasciare maggiore piede alla paura ? Molti sono i fattori. Fra i principali vi sono
1. il non provarci
2. il non crederci
3. non sapere come fare.
Volti al positivo può convivere con la paura, ma comunque andare avanti provandoci.può ‘lanciarsi’ in un colloquio di lavoro, nell’invio di un curriculum.. A volte il ‘non avere mai provato’ blocca. Sarà di sicuro un successo: quello di averci tentato, di essersi messa in gioco, di avere rafforzato se stessa ? Non la assumeranno ? Pazienza ! E’ un successo l’essersi cimentata in questa impresa di ‘provarci’, ‘affrontare’..
Le possibilità di riuscire in questo ‘provarci’ aumentano decisamente se lei ‘ci crede’.. Si vede, si immagina, si sente in una ipotetica professione futura di ingegnere ? Provi a chiedersi quali eventuali timori lega a questo suo speculativo considerarsi come sarà.. Sciolti questi timori vedrà che non le sarà difficile passare al punto 1 (provarci) e a forza di mettersi in gioco imparare ‘come fare’ (punto 3) per proporsi per un posto di lavoro.
In questo ‘progettare se stessa’ non tralasci le emozioni, tutte, paura inclusa. Ascolti se stessa, non per chiudersi in sé, ma anzi per farsi forza e capirsi. Ciò che prova le suggerisce chi è, quali sono i suoi pensieri, gli atteggiamenti.. E questi ultimi possono infine condizionare il vissuto emotivo.
Forza quindi “! Inizi presto a scrivere un’altra sua storia e a crederci.
Ci proviamo ?
“I miei punti forti sono … sono laureata in ingegneria, ho 28 anni,e come tante persone sto cercando lavoro . sto anche facendo altro di importante e costruttivo nella vita.ho dei sogni, delle aspirazioni . amo i tramonti (o i bambini o i gatti o leggere romanzi..) . Quando qualcuno mi prospetta una possibile soluzione, magari mi suggerisce qualche azienda, io ho paura. Questo è normale. Si tratta della mia vita, del mio futuro. Metto in gioco tutta me stessa. All’inizio temo di affrontare la situazione, poi però ci ripenso e mi dico: proviamoci !… sarò almeno una persona che si è cimentata.. Questa esperienza non me la potrà portare via nessuno e forse potrò anche condividerla con amici.. Pensandomi adesso ‘non mi sento all’altezza di nessun lavoro’, ma è normale. In effetti non ho mai lavorato e non so cosa mi aspetti. Però sono fiduciosa che – come tutti – imparerò. Farò i miei errori, ma anche crescerò e alla fine, affrontate le situazioni, proverò soddisfazione. mi pongo un sacco di problemi, ma anche vedo di affrontarli…
E’ vero che spesso mi sento insicura (addirittura temo di non ricordare le cose studiate), ma anche confido che molte altre emozioni (sfida, soddisfazione, senso di realizzazione.) presto arriveranno quanto più mi metterò in gioco. Comincio a credere in me. pian pian vedrò che anche gli altri mi daranno fiducia..
Può darsi che a volte non sappia cosa fare, ma so chi sono: le mie emozioni me lo dicono”..
Scriva la storia, quella che vorrà e si sorrida mentre lo fa. troverà in sé tutte le risorse, anche quelle che mai avrebbe creduto di avere.