Carcinoma lobulare in situ focale.

    DOMANDA

    Buonasera, ho 53 anni e sono all’inizio della menopausa.
    Il 5 giugno c.a. ho subito un intervento alla mammella dx di asportazione di un papilloma intraduttale, diagnosticato in seguito ad un primo intervento eseguito in data 10 aprile c.a.
    La diagnosi è di Carcinoma lobulare in situ focale e nel linfonodo sentinella non sono state individuate metastasi.
    L’oncologo che mi ha visitata non ritiene pertanto di dover procedere a chemio o radio terapia ma mi ha proposto la chemio prevenzione con tamoxifene per 5 anni.
    Considerando gli eventuali effetti collaterali di tale terapia, vorrei sapere se il trattamento con tamoxifene è necessario, se va iniziato subito o può essere rinviato di qualche mese e se esistono terapie alternative.
    Posso decidere di non procedere ad alcun tipo di terapia? Quali rischi si possono prospettare?
    La ringrazio per l’attenzione e, se necessario, posso inviarle il referto di citologia e istologia diagnostica.
    Distinti saluti.

    RISPOSTA

    Ogni volta che leggo le perplessità che riguardano Tamoxifene resto sorpreso perchè, a fronte di alcuni disturbi legati al blocco ormonali (disturbi che con l’attività fisica almeno tre volte/settimana possono essere afffontati), si sottovaluta che questo farmaco sia uno dei più utili, preziosi ed efficaci nella prevenzione del tumore al seno. Non entro nel merito della prescrizione a Lei fatta, non mi compete, tuttavia La esorto a considerare che una procedura preventiva può essere rifiutata dal Paziente a fronte però di una riflessione attenta sui rischi e benefici di tale eventuale rifiuto.