Sono bulimica, come posso uscirne?

    DOMANDA

    Salve,

    forse sono una delle poche che è riuscita ad ammetterlo almeno a se stessa: sono bulimica. Lo sono diventata da circa 3 mesi e nn capisco cosa c’è che non va nella mia testa, non riesco più a pensare a niental’altro che al cibo, ad igrassare, ad abbuffarmi e subito dopo a vomitare tutto. E’ scaturito tutto da un periodo molto stressante della mia vita: la fine di un amore di 4 anni. Da lì lo stress, l’ansia, la paura, la depressione si sono impossessati di me. Non ricordo neanche la prima volta che ho vomitato so solo che da 3 mesi lo faccio ogni giorno e non riesco a smettere. Non l’ho detto a nessuno. Cosa devo fare? Chi può aiutarmi? Non voglio morire!

    RISPOSTA

    Gentile ragazza,

    il fatto che abbia scoperto ora la sua problematica, e che l’abbia subito riconosciuta appena i sintomi si sono presentati, è un segnale positivo che dovrebbe immediatamente gestire e discutere nel “mondo reale”.

    Molto spesso, infatti, si agisce e si riconosce di avere un problema quando è troppo tardi o è difficile agire.

    Nel suo caso, tre mesi dall’insorgenza dei sintomi, sono un tempo abbondamentemente utile per poter ritornare ad una vita normale, se curati tempestivamente e con competenza.

    Le consiglio di parlarne dapprima con le persone che ha accanto senza alcuna vergogna, magari facendosi aiutare da quanto troverà già scritto da me o dai colleghi in rete, per spiegare ai suoi cari cosa accade.Poi, le consiglierei di scegliere un centro o un professionista della sua città che abbia comprovata esperienza nei Disturbi del Comportamento Alimentare.

    Esponga, come ha fatto qui con me la sua problematica e la sua ipotesi di diagnosi.

    Se vuole avvantaggiarsi, potrebbe gia’ redigere un diario alimentare dove annoterà i cibi assunti e le emozioni che prova durante i pasti e durante gli episodi di abbuffate e/o vomito.

    Non si vergogni a rivedere l’episodio di abbuffata e vomito scritto sul diario, anche questo serve per uscire dal problema ed il terapeuta è li per aiutarla, non di certo per giudicarla.

    La “non comunicazione” è il primo alleato di ogni disturbo alimentare.

    Discutera’ poi insieme al suo psicologo di tutto, e sono sicuro ne verrà/ne verrete a capo.

    In sintesi, non perda tempo. Può fare molto se inizia ora.

    Le auguro ogni bene.

    Dr. Emanuel Mian, PhD

    Psicologo

    Dottore di Ricerca in Neuroscienze