ICD o TAVI?

    DOMANDA

    Gentile professore,ad un mio parente(di ca.70anni),affetto da scompenso cardiaco di IV classe NYHA(ha il cuore dilatato),causa di lieve insufficienza renale e di gonfiore all’addome e agli arti,portatore di un ICD è stato consigliato da un cardiologo di potenziare l’ICD evidenziando tuttavia la possibilità(al 35%)di inefficienza del potenziamento,che comunque,anche in caso negativo,riporterebbe la situazione alla condizione iniziale.Un altro cardiologo dello stesso ospedale gli ha prospettato un’eventuale possibilità di essere sottoposto ad un intervento (TAVI).Sarei grato se mi aiutasse a capire quale potrebbe essere la scelta più positiva e meno rischiosa;inoltre se il paziente scegliesse di potenziare l’ICD,in caso di mancanza del risultato sperato potrebbe poi optare per l’intervento suindicato? Cordiali saluti e ringraziamenti.
    P.S. Eccole i dati ecocardiografici: FE 30% SIV 14mm.ventricolo sinistro dilatato e rimodellato con notevole riduzione della capacità contrattile più evidente a carico della parete inferiore e posteriore–atrio sinistro dilatato-
    Aorta:lembi valvolari calcifici e stenotici–Ectasia della radice aortica e del tratto tubulare–Mitrale:lembi fibro calcifici non stenotici–cavità destra:dilatata–Presenza di elettro catetere-Pericardio:non segni di versamento–Disfunzione sistolica di grado severo–Rigurgito mitralico moderato–Aorta:steno-insufficienza valvolare aortica di grado moderato – Rigurgito tricuspidelico lieve (PG max 30 mm. Hg, PAPs 35mm. Hg)

    RISPOSTA

    credo che le due proposte possano essere complementari, inizierei con quello che lei definisce potenziare l’ICD ma che in realtà è procedura più complessa ma che può dare ottimi risultati. l’aorta verrà valutata dopo
    cordiali saluti ettore vitali