DOMANDA
Gentile dottoressa,le scrivo nella speranza di avere presto un consiglio.Ho 56 anni e da 10,dopo il fallimento del mio matrimonio,ho una relazione sentimentale con un nuovo compagno con cui convivo da tre anni.Premetto che lui,pur avendo avuto alcune storie importanti,non si è mai sposato né ha avuto figli, ma ha soltanto convissuto per un breve periodo con un’altra donna con la quale tuttavia il rapporto è fallito,a suo dire,per le difficoltà insorte a causa della figlia di lei.Anche per questo, fin dagli inizi della nostra storia,non ho mai pensato di poter “mettere su famiglia” con lui e sono rimasta con le mie figlie fino a quando,divenute adulte,sono uscite di casa,poi,dietro sua spinta, abbiamo iniziato a vivere insieme, ma la convivenza si è rivelata difficile fin dall’inizio anche a causa della crisi economica.A lungo ho cercato di comprendere quali fossero i miei sbagli e di adattarmi alle sue esigenze,pur capendo che il vero problema stava altrove:se faticava a condividere con me anche lo spazio il problema non ero io, ma stava nel fatto che era sempre stato abituato a vivere da solo.Ora lo riconosce anche lui e si dice profondamente deluso di sè perché si è scoperto inadatto a convivere.Dice di volermi bene e di non volermi fare soffrire,ma,insieme, di non amarmi più come un tempo.Io?Per lui ho cambiato tutta la mia vita,lo amo profondamente e vorrei trovare la strada per renderlo felice.E’ pensabile che ci possa riuscire?E se sì,come?Confido nel suo aiuto.Grazie
RISPOSTA
Questo è un problema non facile da affrontare che richiede tantissima pazienza. Non è semplice adattarsi alla convivenza con una persona in età giovane ; ancor più difficile se si è già in età matura. La condivisione richiede di far posto all’altro nella nostra vita e lei capirà che non si tratta solo di condividere lo spazio fisico, ma anche quello psicologico e in generale affettivo. Ma per fare questo occorre una forte motivazione interiore.
Il suo compagno sta attraversando senza dubbio un periodo di crisi, perché si è reso conto che non è in grado di sostenere i doveri che la convivenza pone, anche se dice di volerle bene ( ma di non amarla più come una volta). Per prima cosa consideri che l’amore cambia di segno col trascorrere del tempo, non rimane allo stato nascente, cresce e si evolve fino a cambiare, a tramutarsi in un sentimento più profondo, in cui hanno larga parte affetto, stima, amicizia, fiducia. Cosa può significare questo per lui ? Se ne è reso conto? Oppure pensa che l’amore debba rimanere eternamente romantico come era all’inizio?
Certo che adesso non l’ama più come una volta. Dieci anni non passano invano. Ma proprio per questo lei potrebbe aiutarlo a riflettere meglio sui suoi sentimenti, semplicemente chiedendogli come la ama ora, visto che asserisce di volerle bene. E poi proponendogli di riflettere su cosa lei potrebbe fare per aiutarlo a superare il senso di delusione di sé. Ad ogni modo la strada per essere felice se la deve conquistare lui imparando ad apprezzare quello che ha. Lei può solo stargli accanto lungo il cammino della ricerca. L’importante è che si renda conto che ha vicino una persona che vuole sinceramente aiutarlo, senza forzature. E questo non è poco.