Tipologia di materasso da usare

    DOMANDA

    Sono una sessantenne con problemi di discopatie e anterolistesi lombosacrali e artrosi generali. Vorrei avere un consiglio sul tipo di materasso da usare. Io ho un letto con doghe e materassi di lana.
    In attesa di un riscontro porgo cordiali saluti.

    RISPOSTA

    Per un uso corretto della colonna vertebrale è importante dormire mantenendo le curve fisiologiche.
    Saper scegliere il giusto letto ed il giusto cuscino è molto importante dato che a letto passiamo circa un terzo della nostra giornata e della nostra vita.
    Se misuriamo la nostra statura nelle diverse ore della giornata, ci accorgiamo che alla sera siamo un po’ più bassi rispetto al mattino. Questo dipende dalle pressioni che tutto il giorno la nostra colonna riceve e che fanno penetrare una parte del liquido del disco nelle vertebre soprastante e sottostante. La compressione di tutti i 23 dischi che la nostra colonna possiede comporta come risultato una diminuzione di statura da 1 a 2 centimetri. Durante il riposo notturno avviene l’inverso: la diminuzione della pressione permette al liquido, che durante la giornata era penetrato nei corpi vertebrali, di ritornare nei dischi intervertebrali.
    Analizziamo ora le caratteristiche del letto e delle diverse parti che lo compongono.

    Dimensioni ottimali
    I letti moderni sono quasi tutti troppo bassi: sdraiarsi, alzarsi e rifare il letto richiedono troppa fatica. Per una buona prevenzione è importante che il letto sia alto da terra 65 cm. circa.
    La lunghezza e la larghezza devono essere adattate alle misure antropometriche del soggetto: la lunghezza ottimale deve essere superiore di almeno 15 cm. rispetto alla statura del soggetto.

    Il telaio che sostiene il materasso
    Il telaio è valido quando è costruito interamente in legno, senza parti metalliche ed è dotato di doghe flessibili: esse essendo elastiche ed indipendenti l’una dall’altra, si modellano sul corpo seguendo le curve naturali. Inoltre, sono munite di snodi speciali in caucciù, in modo da adattarsi meglio ai contorni del corpo.
    La rete a doghe di legno permette anche una buona ventilazione del materasso, attraverso il quale viene dissipata nell’aria la traspirazione del corpo.

    Materasso
    Per ottenere i migliori risultati, il materasso deve accordarsi perfettamente al telaio che lo sostiene, in modo da adattarsi alle curve fisiologiche e da opporre ai rilievi del corpo la giusta controspinta.
    Il materasso in lattice, si adatta molto bene al telaio costituito da doghe flessibili; ne sfrutta le caratteristiche conformandosi alle curve del corpo, avvolgendolo completamente. Ogni parte del corpo è sostenuta e avvolta, ricevendo la giusta spinta uguale al suo peso: non vi sono più zone soggette a maggior pressione ma essa è distribuita su tutta la superficie.
    La circolazione del sangue non viene ostacolata e, di conseguenza, non si avverte l’esigenza di cambiare spesso posizione e girarsi nel letto.
    La sensazione che si prova quando ci si distende su di un letto così costituito è piacevolissima e al risveglio si sente la differenza. E’ molto importante raggiungere una completa decontrazione muscolare per ottenere il massimo beneficio dal riposo notturno. Infatti, non è sufficiente essere distesi per diminuire la pressione discale. Se i muscoli non allentano la tensione ci può essere difficoltà nel prendere sonno e non si ha un buon riposo. Pertanto diventa determinante per una qualità ottimale del sonno e per il benessere della colonna vertebrale un letto che favorisca il completo rilassamento muscolare.
    Il vecchio materasso di lana può andar bene ma occorre avere l’attenzione, appena si indurisce, di aprirlo e ammorbidire la lana.

    Cuscino
    La funzione del cuscino è molto importante perché costituisce il supporto della parte più delicata della colonna vertebrale, la regione cervicale: deve sostenere le vertebre mantenendo la fisiologica lordosi cervicale.
    L’altezza del cuscino deve essere adeguata alle caratteristiche della colonna del soggetto. Chi ha una colonna ben mobile, senza alterazione delle curve fisiologiche, può fare a meno del cuscino o tenerne uno molto basso. Chi, invece, ha la cifosi rigida o un po’ accentuata (dorso curvo), è bene che usi un cuscino più alto, per evitare che, in posizione supina, la testa cada all’indietro accentuando la lordosi cervicale.
    Il criterio per valutare se il nostro cuscino ha il giusto spessore è la verticalità dello sguardo: quando siamo distesi e rilassati e la testa si trova sul prolungamento del rachide, gli occhi devono guardare avanti, verso il soffitto. Con cuscino troppo alto lo sguardo è rivolto verso i piedi del letto, si alterano le curve della colonna, si accenta la cifosi dorsale e la lordosi cervicale si rettifica o, peggio, si inverte in cifosi; in assenza del cuscino in chi ha la cifosi rigida, la testa cade all’indietro accentuando la lordosi cervicale e lo sguardo è rivolta all’indietro; quando il cuscino è della giusta altezza la direzione dello sguardo è verso l’alto sulla perpendicolare degli occhi, la testa si trova sul prolungamento del tronco e vengono mantenute le curve fisiologiche.
    Fatte queste premesse, appare evidente che il cuscino definito anatomico, per essere veramente tale, deve avere diverse misure, in modo che ognuno possa scegliere la giusta altezza per le caratteristiche della propria colonna.
    Sono validi sia il cuscino di lana che il cuscino di lattice. Il cuscino di lana può essere modellato a seconda della posizione che si assume; ciascuno lo farà riempire con poca o molta lana a seconda delle proprie necessità.
    Quando si dorme in posizione prona è meglio non usare il cuscino. Tuttavia, occorre aggiungere che, in presenza di cervicalgia, la posizione prona è sconsigliata, perché costringe il collo in una posizione asimmetrica prolungata.
    Quando invece si dorme sul fianco il cuscino è necessario per mantenere ben allineate le vertebre cervicali con il resto della colonna.

    Restando a disposizione la saluto cordialmente
    Benedetto Toso