Interferone o Ilimubab?

    DOMANDA

    Gentile Professore, mia moglie (50 anni) è stata operata in ottobre di svuotamento linfonodale ascellare dx a seguito di diagnosi di melanoma cutaneo (zona lombare dx, 0.78 mm, 5 mitosi/mmq ) con metastasi al linfonodo sentinella. L’esame istologico dei linfonodi asportati ha dato esito negativo. Negative TAC full-body, ecografie e radiografie effettuate dopo l’intervento. Allo IEO ci hanno proposto una terapia sperimentale con Ilimubab, ma considerato che la sperimentazione è a doppio cieco ed il protocollo è molto impegnativo (e non privo di effetti collaterali!) non abbiamo aderito. In alternativa, altri centri ci propongono la terapia a base di interferone, ma su questa i medici da noi interpellati si dividono (mi pare che anche Lei abbia manifestato una posizione critica in merito ai benefici del trattamento, soprattutto rapportati alla sua elevata tossicità). Cosa ci consiglia di fare? Esistono altre vie percorribili?

    Grazie e complimenti per la Sua rubrica.

    RISPOSTA

    Egregio sig. Di Giorgio,

    la terapia che è stata eseguita è quella necessaria. il fatto che tutti gli altri linfonodi asportati fossero indenni consente di formulare una prognosi sostanzialmente favorevole (circo l’80% di probabilità di guarigione). L’interferone lo escluderei in modo assoluto. La proposta che vi è stata fatta allo IEO è decisamente ragionevole, perchè è stata disegnata per valutare l’efficacia di un farmaco potenzialmente molto utile. Mi rendo conto che entrare in uno studio “doppio cieco” sia potenzialmente sgradevole, ma l’alternativa vera è solo il controllo periodico senza alcun trattamento.

    Cascinelli