DOMANDA
Gentile Professore,
sono un uomo di 59 anni. A Febbraio 2008 ho eseguito PSA con esito 6. Nello stesso mese, l’urologo mi consigliò una biopsia prostatica perineale, il cui esito fu negativo. Al controllo dopo 8 mesi, il PSA è salito a 13. Da un’ulteriore verifica dopo 1 mese (in assenza di terapia) è sceso a 10.6.
A giugno 2011, al persistere di tali valori, l’urologo consiglia un PCA3, che ha dato esito negativo(score =4).
A novembre 2011, la ripetizione del PSA da esito 14.6, e a dicembre scende a 10.6.
Preciso che non presento sintomi e disturbi, che la PSA ratio è nella norma e che al mattino svuoto regolarmente la vescica (circa 400cc) e che l’ecografia prostatica dello scorso dicembre rileva solo aumento del volume prostatico in assenza di lesioni focali, verosimilmente compatibile con una prostatite cronica; anche la capsula risulta integra.
Come mi consiglia di procedere? Ritiene utile un’ulteriore biopsia o una PCA3?
RISPOSTA
Egregio signore,
purtroppo esistono delle situazioni in cui il PSA rischia di “fare impazzire”! Ora, io non ho alcuna informazione circa le carattteristiche della biopsia che lei ha eseguito nel 2008 (numero dei prelievi, sedi etc) e quindi la mia risposta è per forza di cose “limitata”. La PCA3, nella mia visione delle cose, non ci è di grande utilità. Quindi, sono a suggerirle una nuova bio prostatica, magari facendola precedere da una Risonanza Magnetica (ma anche qui, dipende da chi la fa …).
Cordiali saluti, Filiberto Zattoni