Fibrosi polmonare

    DOMANDA

    Mio padre è affetto da fibrosi polmonare, scoperta nel 2007 a seguito di accertamenti per l’artrite reumatoide, altra patologia che lo affligge. E’ in cura presso la pneumologia dell’ospedale Sacco a Milano, e dall’anno scorso utilizza l’ossigenoterapia. Fino all’inizio di quest’anno usava l’ossigeno solo di notte ( 1 litro) e quando usciva di casa (4 litri), da marzo, dopo un episodio di broncopolmonite che ha richiesto un ricovero ospedaliero di una settimana, sta usando l’ossigeno in continua perché tendeva a desaturare. Attualmente assume 25 mg di deltacortene, e usa l’ossigeno. Aggiungo che è anche affetto da diabete insulino dipendente di natura iatrogena.
    Lui soggettivamente si sente discretamente, è un uomo molto attivo che esce tutti i giorni e che comunque tende a rifiutare il fatto di dover limitare le sue attività Domani abbiamo il controllo con emogasanalisi, test del cammino, spirometria e DCO per la valutazione della quantità di ossigeno da usare.
    Ho letto dell’uso del pirfenidone, ho provato a contattare uno dei centri di riferimento, ma mi è stato risposto che mio padre non è un candidato all’utilizzo del farmaco perché ha altre patologie associate, in particolare l’artrite reumatoide. Ma se davvero il pirfenidone può bloccare o rallentare la malattia, come posso io non tentare di sottoporlo a questa terapia che potrebbe allungargli la vita? Ci sono altri suggerimenti o strade da percorrere?
    Grazie
    Elena

    RISPOSTA

    Gentile Elena:
    purtroppo per il momento il pirfenidone è stato utilizzato solo in casi di pazienti con fibrosi polmonare idiopatica, e non quindi associata a malattie del connettivo. Speriamo che le future sperimentazioni valutino anche questa indicazione.

    Buona giornata.

    Luca Richeldi