Ascesso perineo

    DOMANDA

    Buon pomeriggio

    Pur conoscendo i limiti di una eventuale diagnosi a distanza, la contatto affinché possa indicarmi come comportarmi.

    Ho 40 anni, e nel 2007, dopo aver trascurato per un paio d’anni una fistole perianale, consultai un chirurgo, il quale dopo avermi fatto eseguire una colonoscopia e gli esami del caso mi operò, tutto richiuso senza setone o altro..

    L’operazione sembrò essere andata a buon fine, fin l’anno scorso quando a seguito di un trauma, ebbi un ascesso prostatico, diagnosticato dall’urologo con esplorazione rettale ed ecografia, 2 settimane di cura con Ciproxin 500 e sembrò tutto a posto.

    Al momento da qualche settimana avevo fastidi nella zona del perineo e, palpando ho riscontrato un ascesso, proprio come lo scorso anno, per 2 gg ho notato anche del sangue vivo nelle feci; contattato l’urologo di nuovo mi diagnostica leggera prostatite, Bactrim e supposte Proxo… Gli ho detto del sangue ma non mi è sembrato prenderlo in considerazione, dicendomi che la cura va bene anche per quello. Vorrei un pò rassenerarmi su un’eventuale ricaduta di fistole e vorrei approfondire con una colonoscopia o una eco rettale alla scoperta di eventuali orifizi per escludere quello che per me fu un incubo, la stessa fistole.

    La saluto e rimango in attesa di sue.

    RISPOSTA

    La storia è un pò complessa e ci sono alcuni punti che forse non è possibile chiarire.
    Non so dirle, infatti, se c’è una recidiva della fistola precedente o si tratta di una nuova patologia: devo confessarle che il precedente dell’ascesso prostatico non mi convince molto come evento separato. Anche l’attuale prostatite potrebbe essere secondaria alla recidiva di ascesso.
    Ritengo che l’unico esame in grado di chiarire la situazione sia un’eco transanale che possa mostrare l’eventuale origine ghiandolare ed indicare la necessità di trattamento