disturvi di vista e capogiri

    DOMANDA

    buon giorno, mi chiamo alberto. vorrei chiederli io sono disabile dal 2007 con kueste mallatie, neuropatia diabetica arti inferiore, ipotirodismo,pressione arteriosa,diabete nn insulino,glaucoma agli occhi,bronchite cronica,,da 2 anni ho avuto delle crisi nn continue ma almeno 1 al mese,di giamenti di testa con dificolta visivi,e dolori caundo movevo gli occhi, mal di testa e fischi alle orecchie , que tornano alla normalita dopo vari giorni,
    da recente ho effetuato la tac, e mi stata riscontrato,ipoplasia congenita del tratto p1 dx,
    questi disturvi nuovi posso dipendere di questa diagnosi,la ringrazio anticipatamente alberto

    RISPOSTA

    No, l’ipoplasia del tratto P1 non c’entra per nulla con i suoi disturbi (Se il tratto P1 è ipoplasico, il tratto P2 è di calibro normale e la vascolarizzazione del tronco cerebrale viene comunque assicurata). Occorre poi distinguere. Da una parte per lei vi sono disturbi necessariamente legati all’evoluzione della malattia diabetica, come gli effetti dell’ipertensione arteriosa, verso i quali l’unica terapia proponibile è il controllo della dieta e un’assunzione regolare di farmaci specifici. D’altra parte vi sono disturbi che potrebbero essere in dipendenza da una postura non corretta, per appoggio “protettivo” del piede. Mi riferisco ad una serie di disturbi che lei ha menzionato, e che vanno dalla cefalea, al senso di instabilità, agli acufeni (i fischi nelle orecchie). Tutti questi disturbi, chi più, chi meno, potrebbero essere in realzione a detta postura e quest’ultima troverebbe la sua origine nella sofferenza dei nervi plantari. In parte questa sofferenza è dismetabolica, peraltro inevitabile, legata com’è all’avanzamento della neuropatia diabetica (il quale avanzamento è comunque sganciato dai valori di zucchero nel sangue). In parte questa sofferenza è meccanica, ovvero da compressione. (Il diabete, come malattia sistemica, colpisce i tessuti molli cosicchè è un reoerto normale nel diabete la disfunzione della fascia plantare. Tale disfunzione porta necessariamente ad una sofferenza da intrappolamanto dei nervi plantari (patologia canaliculare al tunnel tarsale). Se questa patologisa viene dimostrata, clinicamente oppure con esame elettrofisiologico, conviene fare un piccolo intervento di decompressione che eviterà, non solo quei disturbi in atto, come descritti dal paziente, come conseguenze di quella postura non corretta, ma anche (eviterà) i futuri danni trofici alle piante dei piedi e alle dita, come espressioni tardive della patologia del “piede diabetico”. Consiglio quindi di valutare se esista o meno un intrappolamanto dei nervi plantrari e se ciò viene dimostrato, c’è l’indicazikone mper la decompressione.