DOMANDA
Egregio Professore,
ho ingerito del pesce fresco marinato, che mi ha provocato a distanza di 4 ore una reazione allergica (sostanzialmente prurito) e dolori addominali.
Visitato al pronto soccorso, sono stato dimesso con prescrizione di cortisone. Successivamente, analizzando il pesce residuo, ho rinvenuto nello stesso un esemplare di ANISAKIS (avevo letto tempo addietro di tale eventualità e ho riconosciuto – senza dubbio – il parassita).
Devo presumere che la reazione allergica e i dolori addominali derivino dal contatto con tale parassita.
A distanza di circa 40 ore, il prurito è scomparso quasi del tutto (non ho assunto il cortisone prescritto) ed i dolori addominali sono latenti (si avvertono solo facendo pressione sull’addome).
Sono preoccupato perchè pare che il parassita può provocare danni e purtroppo non molti medici conoscono il tema.
Cortesemente, può suggere come affrontare simili situazioni (analisi, terapia, etc.)?
Grazie molte in anticipo.
GM
RISPOSTA
Gentile lettore,
le rispondo dando per scontato che lei ha visto e correttamente riconosciuto nel pesce l’Anisakis, anche se credo che sarebbe stato meglio far effettuare questo riconoscimento da un laboratorio specializzato. L’infestazione da Anisakis è spesso asintomatica (purtroppo non nel Suo caso) e transitoria (una volta ingerita, la larva nella maggior parte dei casi non sopravvive nell’intestino umano e muore in poco tempo). L’eventuale persistenza nella mucosa gastrica o intestinale, in genere correlata alla persistenza consensuale del quadro sintomatologico, è diagnosticabile in modo preciso solo con tecniche endoscopiche evidenziando la presenza del parassita. Solo una volta riconosciuto con certezza il parassita, si istituisce l’opportuno trattamento. Le consiglio pertanto di consultare uno specialista gastroenterologo per una attenta valutazione dei sintomi o reperti laboratoristici (nel caso ve ne fossero stati) residui e dell’indicazione ad un eventuale approfondimento.
Cordiali saluti,
Prof. Roberto Cauda