Il peso come una corazza a 42 anni

    DOMANDA

    Salve Dott. Mian, ho messo su peso negli anni, circa 20 anni, da quando mio zio a 21 anni ha cercato di violentarmi. Ero già adulta e lui ubriaco, ma non sono scuse, e per 20 anni ho combattutto contro attacchi di ansia e panico terribili, chiudendomi in casa ogni giorno dopo le 17 massimo(la tentata violenza c’è stata all’ora di cena e la mia mente probabilmente vedeva la sera come un pericolo).
    Sono stata forte, ho lottato contro tutto e tutti e alla fine sono riuscita grazie anche all’aiuto di mio figlio a riuscire la sera e vivere una vita normale. Sono fiera di me, tantissimo! Il problema è che ora dopo 21 anni quei 10 kg. sono ancora li, come un muro, una corazza che mi sono costruita per allontanare da me ogni uomo (pensando che cosi mi trovassero brutta) e non riesco nonostante la meditazione,la danza,la palestra e il mangiare senza abbuffarmi mai e mangiando correttamente (sono vegetariana), a liberarmi di quei kg. Sto anche per pubblicare un libro su tutto quello che ho vissuto e come ne sono uscita perchè credo che sia un modo in più per liberarmi. So per certo che sono una barriera, perchè tre anni fa incontrando un uomo che per primo mi ha fatto sentire bene e al sicuro, in due mesi senza fare nulla ho perso magicamente quei kg, rimettendoli poi in un mese sempre senza fare nulla quando la storia è finita lasciandomi in stato di shock!E’un carcere dentro cui il mio corpo si nasconde e io non so che fare anche se razionalmente conosco il problema. Kate

    RISPOSTA


    Cara Kate,

    inizi con il ricordarsi ogni giorno quanto mi ha
    scritto, ossia che è fiera di se stessa: per esserlo, ha
    motivi da vendere. Può andare orgogliosa della sua
    capacità di rialzarsi, di rimettersi in gioco come meglio
    ha potuto.

    Chieda un supporto psicologico per ottimizzare
    quanto lei, già da sola, è riuscita a fare.
    Quei dieci
    kg di troppo hanno un peso emotivo rilevante, ma sono facili
    da perdere, perché con una donna come lei, che tanto ha
    lottato, basta poco per far sì che torni il sereno.
    Lei
    è piena di risorse, le sfrutti tutte: né uscirà
    rinata.

    Per la precisione, il supporto psicologico dovrebbe necessariamente essere a matrice cognitivo comportamentale e prevedere all’interno un modulo di EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) per la gestione dello stress dovuto al trauma di cui mi ha parlato.


    Le auguro ogni bene.

    Emanuel Mian