cocaina e malattie cardiovascolari

    DOMANDA

    Gentile Professoressa,
    ho 43 anni, sono in buona salute, non ho mai avuto esami anomali tipo trigliceridi, colesterolo, alta pressione, fumo dalle 4 alle 5 sigarette di media al giorno,bevo un po’ piu’ del solito il venerdi’ e sabato sera,ma fino ad arrivare a uno stato di leggera euforia e non di ubriachezza (se non raramente-almeno negli ultimi anni), consumo molta frutta e verdura, bevo un litro e mezzo d’acqua al giorno e faccio attivita’ fisica regolare.
    Talvolta mi capita di usare cocaina (magari il sabato o venerdi’ sera). Ultimamente mi e’ capitato di usarla una volta alla settimana mentre in passato il consumo di questa sostanza era molto piu’ saltuario.
    Non credo proprio che andro’ avanti regolarmente a usarla una volta la settimana, quindi tornero’ alle abitudini precedenti per le quali ne usavo una volta ogni qualche mese, ma le chiedo se in un quadro come il mio ritiene che l’uso di cocaina possa causarmi in futuro problemi cardiovascolari pur mantenendo oltre alle cattive, anche le buoni abitudini che ho elencato.Se si’ di quale livello di rischio si puo’ parlare? (bassissimo, basso, medio, alto..).
    Grazie mille

    RISPOSTA

    L’assunzione di cocaina, anche sporadica, é molto pericolosa. Per questo motivo questa sostanza é inclusa in Tabella I nelle Convenzioni Internazionali, tra i farmaci sotto controllo e riservati al solo uso per scopi medici.
    Anche una sola assunzione puó provocare gravi aritmie, fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco, infarto del miocardio, gravi puntate ipertensive con il rischio di ictus (trombosi o emorragia cerebrale).
    In aggiunta, la perdita di controllo del comportamento, con senso di onnipotenza ed eccesso di euforia, puó contribuire a incidenti stradali o comportamenti a rischio in generale.
    Occorre inoltre considerare che la cocaina acquisita attraverso il mercato illegale, gestito dalle organizzazioni criminali, non offre alcuna garanzia rispetto alla salute. In primo luogo non si puó essere sicuri della concentrazione del principio attivo (la vera quantitá di cocaina rispetto al taglio) che puó essere molto bassa, ma anche molto elevata, in relazione a situazioni contingenti del tutto imprevedibili. Lo stesso grammo di cocaina di strada puó contenere una quantitá doppia di quello della scorsa settimana, con effetti del tutto inattesi.
    In secondo luogo, non é rara la circostanza in cui lo spacciatore sostituisce o taglia la cocaina con altre sostanze psicoattive, ad esempio amfetamino-derivati presentati in polvere. Tali prodotti sintetici sono anch’essi stimolanti e hanno effetti neuro-tossici cioé dannosi per le cellule cerebrali.

    Infine, se il consumo di cocaina da episodico é divenuto settimanale, occorre fare attenzione: la capacitá gratificante della cocaina é inizialmente molto elevata e la sostanza é capace di indurre un comportamento “addittivo”, “addiction”, cioé “dedizione” anche se non si é ancora giunti ad un utilizzo quotidiano.
    La dedizione alla sostanza assume in questi casi un ruolo primario sul quale il pensiero si focalizza e che sembra alleviare le frustrazioni: la persona affetta da “addiction” puó non avere ancora una dipendenza fisica che la costringe all’utilizzo frequente, ma attribuisce inconsciamente e progressivamente sempre maggiore importanza alla cocaina. Si conoscono oggi i meccanismi neurobiologici dell’addiction che comportano modificazioni stabili nella trascrizione del DNA a livello dei neuroni, con alterazioni degli enzimi e dei neurotrasmettitori cerebrali.
    In conclusione, é preferibile non giocare con la cocaina: é una droga difficile da controllare. Lo stesso vale per l’alcool: il disturbo addittivo puó originare a partire da “binge” (abbuffate) settimanali di bevande alcooliche.