Bambino iperattivo

    DOMANDA

    Buongiorno,le scrivo a riguardo di mio figlio, Mattia, 3 anni.
    Premessa: è il secondo figlio (Riccardo ne ha 7 ed è un bambino bravo,intelligente e ubbidiente),io ho 38 anni e la gravidanza è stata un po’ pesante,per via dei 17 Kg presi, del vomito, della glicemia sempre un po’ altina e dei probemini al collo dell’utero. Passati questi, Mattia è nato a termine, di 4.442 Kg. E’ stato un buonissimo bambino, anche abbastanza calmo, fino a quando a 11 mesi, ha iniziato a camminare. Da li la svolta. Ha iniziato a non stare fermo per piu’ di 5 minuti, se non per guardare i cartoni in tv, non riesce, tutt’ora a parlare bene, non pronuncia soprattutto la C dura e la R,ma da quando ha iniziato la scuola noto dei miglioramenti nel linguaggio…ma non nel comportamento. Diciamo che ha un brutto carattere, di suo molto permaloso, per cui si arrabbia per un non nulla e si chiude a riccio.Vengo ripresa OGNI SANTO GIORNO dalle sue mastre perchè:
    1. NON LE ASCOLTA: fa tutt’altro (“gli basta giocare” – a detta loro)
    2. PICCHIA I COMPAGNI
    3. MANGIA CON LE MANI (in effetti è molto pigro, inizia con la forchetta, ma poi si stanca e, o mangia con le mani o lascia addirittura il cibo nel piatto)
    4. NON PARTECIPA A CANTI E BALLI
    5. NON STA FERMO UN SECONDO QUANDO LORO LEGGONO LE STORIE,
    tant’è che è sempre accanto alla maestra quando arrivo…Le maestre mi fanno capire che è un po’ troppo “sopra le righe”, per cui sono tristissima! Mi consiglia una visita da un suo collega o di aspettare?

    RISPOSTA

    Cara Signora ,
    non sia tristissima…..guai a scoraggiarsi, da specialista, ed anche da mamma , le dico che ha ancora tanta strada da fare, occorre essere positive e propositive. Sicuramente se le maestre premono e lei non è tranquilla , una visita da un neuropsichiatra infantile non deve fare paura, anzi può solo aiutare o a tranquillizzare o a dare un nome al problema e trovare le strategie per affrontarlo e magari migliorarlo o risolverlo.
    Inoltre in questi casi oggi si usano con successo anche interventi indiretti di sostegno ai genitori che le possono essere di aiuto.
    Coraggio….
    Prof. Elisa Fazzi