DOMANDA
Gent.mo Professor Carrabba,
sono Daniela di anni 47, in ottima salute fino all’Ottobre del 2011 quando ho cominciato ad avere una varieta’ di sintomi associati:
– tumefazioni e dolorabilità ad alcune articolazioni,
– episodi di gonfiore sotto la pianta dei piedi
– orticaria cronica che migra dopo 30 minuti (poca risposta agli antistaminici) con dermografismo
– febbricola (37,2-37,5)per oltre due mesi,nonostante la terapia steroidea.
-dolori articolari e muscolari continui.
-astenia di grado marcato,pesantezza braccia,”sensazione” di gambe che cedono
Dopo un ricovero in centro reumatologico si scopre una tiroidite autoimmune (ipotiroidismo) trattata a tutt’oggi con Eutirox da 75.
Esami effettuati ( e che continuo a controllare) che risultano altalenanti ma sempre positivi: Reumatest 50 , ANA 1:80, o a volte 1:160 Pattern punteggiato, Vitamina 25(OH)D 21,9, VES 49, Anticorpi anticardiolipina IgG 56 e IgM 21,Colesterolo tot 163 e Colesterolo Hdl 34, Parvovirus B19 IgG positivo e Parvovirus B19 IgM negativo.Diagnosi:tiroidite autoimmune orticaria cronica e fibromialgia.Lei cosa ne pensa?In attesa di una sua risposta le porgo i piu’cordiali saluti
RISPOSTA
non posso fare diagnosi per posta.
Le posso solo suggerire di eseguire anti-DNA e anti-ENA, chiederle se ha un Raynaud alle mani e/o ai piedi, se ha fatto una visita oculistica alla ricerca di una possibile Sicca syndrome e che senta un altro reumatologo nella speranza fondata di unificare con un’unica diagnosi il suo complesso quadro clinico.
Per esprimerle le mie idee in proposito dovrei valutare direttamente il suo quadro clinico senza cortisonici da qualche giorno e con i dati richiesti.
Tenga presente un antico dogma della medicina valido ancora oggi, ma che non tutti rispettano, e cioè che le diagnosi devono essere sempre cliniche.
Il laboratorio e le indagini strumentali possono solo aiutare il medico, ma mai determinare le diagnosi, altrimenti basterebbe inserire i dati in un programma diagnostico e premere un pulsante.
Quando capitano casi complessi infatti è solo l’esperienza clinica che fa la differenza.
Mario Carrabba