Linfonodo ascellare e impossibilità agobiopsia

    DOMANDA

    Gentili medici,

    a mia moglie (38 anni), ad un controllo ecografico circa 4 mesi dopo aver partorito, è stato trovato un linfonodo leggermente ingrossato ma di forma regolare.
    Lo abbiamo ricontrollato circa 8 mesi dopo, ovvero questo febbraio, ed il volume è aumentato (adesso è circa 1,4 cm) e la forma non è più regolare come prima. Ci hanno prescritto antinfiammatori ed antibiotici, ma ad un nuovo controllo non è cambiato nulla. Nel frattempo abbiamo fatto tutti gli esami del sangue prescritti ma tutto è risultato nella norma.
    Così, ci hanno detto di fare un’agobiopsia ma, giunti ad doverla effettuare, non è stato possibile farlo perchè nei pressi del linfonodo passa un’arteria e quindi c’era il rischio di emorragia.
    A questo punto ci è stato detto di scegliere se asportarlo, fare una TAC oppure tenerlo sottocontrollo ogni due mesi.
    La terza possibilità è inpraticabile per noi perchè stiamo programmando una secondo gravidanza, quindi pensavamo di toglierlo a prescindere.

    Voi cosa potete consigliarci? E’ il caso di toglierlo oppure potremo incorrere in qualcosa di dannoso nel caso in cui questo linfonodo sia “patologico”?
    Che tipo di altri esami è possibile fare?
    Non sarebbe meglio effettuare una RMN invece che una TAC? DFi quest’ultima mia moglie ha molta paura a causa delle radizioni.

    Siamo molto in ansia e non sappiamo scegliere da soli.

    Grazie di cuore fin d’ora.

    RISPOSTA

    Gentile Dario,

    io sono convinto che il linfonodo sia da rimuovere per essere sicuri che non ci sia nulla di patologico. La procedure e’ una semplice biopsia che puo essere effettuata in anestesia locale o con blanda sedazione e con minimi rischi per sua moglie.
    Spero di esserle stato d’aiuto,

    Dott. Francesco Palazzo