Perché penso solo al cibo?

    DOMANDA

    Gentile Dott. Mian,
    è da 2 mesi che seguo una dieta da 1100-1200 calorie,
    il problema che non penso nient’altro che al mangiare.
    capita spesso anche dopo aver mangiato, che mi sento nervosa, ansiosa e devo mangiare.
    ho provato di tutto, a non pensarci, a bere acqua , a mangiare frutta,ma divento piu nervosa, tutto si zittisce quando ormai sto male e debbo mettermi sdraiata.
    Penso proprio sia una cosa psicologica,ho letto altri consulti al quale lei dice di annotarsi cio che si mangia,io l’ho provato,ma sono peggiorata,se per caso dopo mangiato annotavo ciò che mangiavo o cio che avrei dovuto mangiare , mi veniva voglia di nuovo di mangiare.
    ripeto penso sia una cosa picologica ma nn penso dovuta alla dieta, è da 2 mei che la seguo, a volte anche saltandola, ma solo nell’ultima settimana, mi sento nervosa e mi affido al mangiare!

    RISPOSTA

    Gentile Sig.ra,

    una dieta come quella che mi ha indicato (LCD- Low Calorie Diet) con circa 1100-1200 calorie andrebbe iniziata sempre sotto controllo da parte del suo medico o di un nutrizionista/dietista.

    Inoltre, le diete di questo tipo andrebbero ciclizzate, cioè gestite in maniera da non divenire uno stile di vita consolidato, perchè operano sicuramente al di sotto del suo fabbisogno energetico quotidiano. Inoltre consiglio approcci di questo tipo solo se vi fosse una necessità reale, cioè una condizione di sovrappeso o di obesità.

    Se la dieta, è stata consigliata da amici o è stata copiata da giornali/riviste, sconsiglio caldamente l’uso della stessa per lunghi periodi.

    Ricordiamoci che nell’alimentazione è utile non solo il “cosa e quanto” mangiare, che ricade nelle competenze dei professionisti della nutrizione ma soprattutto il “perche’,come e quando” che è di competenza prettamente psicologica.

    Detto cio’, nella sua mail mancano molti elementi quali il suo peso, l’altezza, l’età e inoltre non mi riferisce se in queste 1200 calorie ci siano tutti i macronutrienti (grassi, carboidrati e proteine) o se invece, come solitamente accade, vi sia una propensione unicamente per le proteine.

    Se così fosse, le ripercussioni sul “pensiero fisso” verso il cibo avrebbero una spiegazione molto ovvia.

    Se lei toglie i carboidrati totalmente o comunque evita alcuni cibi perché li considera calorici e quindi in grado di farla aumentare di peso, secondo lei ci penserà di più o di meno, una volta iniziata la dieta?

    Inoltre, quando li avrà dinanzi, dopo essersene privata per lungo tempo, avrà desiderio di mangiarne una minima quantità mantenendo il controllo, oppure lo perderà mangiandone una quantità tale da sentirsi poi in colpa per non aver seguito la dieta?

    Il nervosismo, l’ansia e le inquietudini andrebbero indagate proprio con l’aiuto di uno psicologo esperto in comportamento alimentare.

    Il mio consiglio, che lei ha letto riferito ad altri casi cui ho risposto, di annotarsi cio’ che mangia (il cosiddetto diario alimentare), sebbene corretto, lei lo ha svolto per “metà”, non tenendo cioè anche conto degli stati emotivi prima e dopo i pasti.

    E’ importante infatti, in casi come il suo, sapere cosa pensa e cosa prova vicino e lontano dai pasti per comprendere eventuali pensieri che, da quanto mi riferisce, sono difficii da scacciare riguardo il cibo.

    In merito alle sue strategie su cui non concordo mi soffermerei su ognuna di esse.

    Non pensare al cibo?

    Difficile farlo, è molto più utile impegnarsi in attività diverse che impegnino fisicamente e mentalmente per fare uno “stop e spostamento” del pensiero che disturba.

    Bere acqua o mangiare frutta?

    Sono entrambe strategie che mirano a riempirle in maniera sgradevole lo stomaco ed a farle vivere la sensazione di fame come una percezione da evitare fortemente, mentre, se lei è in sovrappeso oppure obesa, è una situazione da affrontare comprendendola come inizialmente necessaria e d’aiuto alla perdita del peso in eccesso.

    Il suo problema non sembra essere legato unicamente alla dieta, e pertanto potrebbe essere indicativo di un disagio psicologico che le consiglierei di affrontare con l’ausilio di uno psicologo che collabori insieme a una dietista/nutrizionista al fine di darle il supporto adeguato.



    Augurandole ogni bene la saluto.

    Dr. Emanuel Mian, PhD