DOMANDA
Gentile professore sono molto preoccupata perchè mio marito di 55 anni ha subito il 28/04/2011 un intervento alla prostata perchè “tratteneva una quantità elevata di urina” questo è ciò che risulta scritto nella relazione clinica delle dimissioni:
-Intervento Chirurgico:TURP Gyrus (Resenzione Transuretrale di Prostata.
-Diagnosi alla dimissione: Ipertrofia Prostatica Benigna.
La DIAGNOSI del CAMPIONE BIOLOGICO è invece la seguente:
SEZIONI PROSTATICHE CON IPERPLASIA FIBROADENOMIOMATOSA E FLOGOSI CRONICA INTERSTIZIALE. PERALTRO FOCALI ASPETTI DI PIN AD ALTO RISCHIO.
Cosa significa? Deve fare altri accertamenti più specifici? Deve percaso rivolgersi ad un oncologo?
Il suo urologo ha detto solo che si consiglia monitoraggio periodico del PSA. E’ vero? Basta così?
GRAZIE!
RISPOSTA
Buongiorno,
parliamo di una diagnosi incidenzale alla resezione transuretrale della prostata di un HGPIN. HGPIN significa una lesione precancerosa della prostata.
Questa diagnosi puo’ indicare due cose: 1. e’ gia’ presente un carcinoma prostatico in una zona della prostata diversa da quella sottoposta a resezione (il paziente non ha asportato tutta la prostata ma solo la sua parte piu’ vicina all’uretra). 2. il paziente e’ a maggior rischio di sviluppare in futuro un tumore prostatico.
Quindi la prima cosa da fare e’ verificare se e’ gia’ presente un tumore prostatico nella zona periferica della prostata non sottoposta a resezione. Il metodo migliore e’ quello di eseguire una nuova risonanza magnetica multiparametrica della prostata. Questo esame analiozza non solo attraverso l’immagine di una semplice risonanza magnetica ma anche attraverso uno studio spettroscopico e dinamico, il metabolismo e la vascolarizzazione di diverse aree prostatiche, segnalando zone a maggior rischio per tumore. Su queste zone e’ bene eseguire una biopsia prostatica per valutare se e’ presente un tumore prostatico.
Nel caso la biopsia risulti negativa allora il paziente e’ categorizzato come a maggior rischio di sviluppare un tumore prostatico e quindi deve essere monitorizzato attentamente attraverso il PSA e la PCA3 come marker tumorali.
Prof Alessandro Sciarra
Prostate Unit Roma