DOMANDA
Da circa un anno a mio marito, essendo donatore di sangue ,hanno riscontrato dei valori un pò alti di psa.
Fatte tutte le ricerche possibili tra le quali la biopsia non è risultato nessun tumore.
Nei primi giorni del mese di luglio ha di nuovo donato il sangue con risultati di PSA 5,90 (rif. ng/ml 0,00-4,00 metodo E.l.i.s.a.) e un PSA totale di 3,88 (valori di riferimento fino a 3,00) PSA FREE 0,59 ng/ml PSA Free Ratio 15,2 % (riferimento valori superiori a 10,0).
Essendo mio marito un maratoneta, può influire nei risultati che il giorno prima dell’esame ha fatto attività fisica (e sessuale)? O devo preoccuparmi di fare altri test specifici visto che il dott. di famiglia consiglia di riconsultare l’urologo che aveva constatato la non presenza di tumore .Tengo a precisare che non ha probemi ad urinare e non si alza mai di notte con la sensazione di dover urinare e non ha defaiance nell’atto sessuale.Spero di essere stata chiara nella delucidazione del problema.Ringrazio.
RISPOSTA
Il tumore alla prostata non e’ associato nelle prime fasi ad una sintomatologia, quindi l’assenza di sintomi non e’ un fattore utile per la decisione del rischio di tumore prostatico.
Il PSA puo’ aumentare non solo per la presenza di tumore prostatico ma anche per una ipertrofia prostaatica benigna, infiammazioni della prostata. Attivita’ sessuale o fisica intensa prima del prelievo del PSA non dovrebbero far aumentare significativamente i suoi valori, ma comunque sarebbe utile ripetere il prelievo lontano da tali attivita’.
Esiste un nuovo marcatore sierico che sta’ dando buoni risultati. Si chiama PCA3, viene dosato sulle urine, e in questi casi dubbi puo’ essere di supporto al PSA per decidere se ripetere una nuova biopsia prostatica.
Il fatto che la prima biopsia prostatica sia stata negativa per tumore non esclude al 100% la sua presenza, perche la biopsia e’ eseguita a campionatura random e non mirata su una zona visibile all’imaging.
Anche in questo senso, esiste ora una risonanza magnetica con spettroscopia che puo’ localizzare metabolicamente (attraverso lo studio di sostanze come la colina che si comportano differentemente fra tumore e tessuto non tumorale) zone della prostata a rischio e quindi aiutare la biopsia a divenire mirata su tali zone. L’accuratezza della biopsia in questo modo aumenta.
Cordiali saluti
Alessandro Sciarra