DOMANDA
Professore ho 35 anni, 1 anno fa ho voluto fare un ecocolordoppler delle carotidi perchè mio nonno e mia madre le hanno ostruite, ma l’esame è risultato regolare, il medico mi ha chiesto se avessi mai fatto una ecografia della tiroide. Ho fatto l’ecografia ed hanno trovato due noduli e la diagnosi è gozzo nodulare non tossico. Ho fatto la scintagrafia, gli esami del sangue (tutti regolari anche il tsh) e l’agoaspirato risultato non diagnostico e da ripetere a breve.
Il Dottore per far si che i noduli non crescano ulteriormente e non se ne creino di nuovi mi ha prescritto una terapia per abbassare il tsh con eutirox 75, che ho iniziato in maniera graduale a giugno, e prendo 75 mg di eutirox da fine giugno 2011.
A breve dovrò rifare gli esami e l’agoaspirato.
Oltre a episodi di insonnia, ho avuto un paio di volte anche un accelerazione forte del cuore durata qualche minuto, a volte mi sento molto confuso anche debole, un giorno mi tremavano molto le mani sempre per qualche minuto da far fatica a scrivere. Mi sento molto debole e da un mese perdo molti capelli quando faccio lo shampoo; anche sopracciglia. Il peso corporeo è sempre uguale.
Questa perdita di capelli continua ancora e oltre al davanti si diradano anche nella nuca, questo mi preoccupa molto, secondo Lei può essere l’eutirox a darmi questi sintomi? dovrei sospendere questa terapia?
Ho paura che i capelli continuino a diradarsi.
Grazie molte Professore
tanti saluti Andrea
RISPOSTA
Gentile Sig.re,
se la sua condizione iniziale era di una nodularità tiroidea con normofunzione ghiandolare, è corretto eseguire l’agoaspirato se le cartteristiche cliniche ed ecografiche dei noduli lo indicavanono; il fatto che entrambi i noduli siano TIR1 consiglia la ripetizione dell’agoaspirato entro 6 mesi. Ad oggi, quando la funzione tiroidea è normale e non vi sono segni di tiroidite, si sconsiglia la terapia con levotiroxina per ridurre o rallentare l’evolutività dei noduli in quanto espone il paziente agli effetti collaterali di un ipertiroidismo farmacologico, come sembra essere il suo caso.
Cordialmente
prof. Andrea Fabbri