DOMANDA
Gent.mo dott. Zattoni, sono una donna di 32 anni e ormai da diversi anni soffro di un fastidioso dolore al fianco destro. Dopo controlli vari mi è stata riscontrata una ciste anecogena al rene destro che in un paio di anni è cresciuta fino a raggiungere i 9 cm di diametro. Ho consultato un urologo che mi ha consigliato di eseguire una tac con mdc, l’esito della tac ha confermato la presenza della grossa cisti, definita “semplice” dallo stesso urologo, e nient’altro di patologicamente significativo tranne la forma dei reni “a ferro di cavallo”. Data la segnalazione del continuo dolore al fianco, il mio urologo mi ha consigliato di aspirare la cisti e di iniettare un liquido sclerotizzante. Nell’aprile di quest’anno ho eseguito la procedura, anche se non mi è stato iniettato il liquido sclerotizzante poiché la cisti è direttamente collegata alle vie escretrici. Esattamente un mese dopo la procedura ho controllato ecograficamente la cisti che risultava già essere di 6,5 cm di diametro. Intanto il dolore al fianco continua e diventa sempre più fastidioso. Ho consultato anche un ortopedico e un fisiatra sperando che il dolore abbia altra natura, ma non mi è stato riscontrato nulla di patologico. A questo punto ho pensato ad un intervento in laparoscopia che mi è stato prospettato come ultima soluzione dal mio urologo. Però sono un po restia all’intervento chirurgico, perciò le chiedo un parere. La ringrazio anticipatamente per l’attenzione. Cordiali saluti.
RISPOSTA
Gentile signora,
c’è qualche cosa che non torna in quanto da lei scritto: se è una cisti semplice, non ci può essere contrasto che passa dalla cisti alla via escretrice; se passa del contrasto, non è più una cisti ma un diverticolo caliceale. Quindi, il discorso cambia completamente …
La terapia va modulata in base alla diagnosi e bisogna essere ben sicuri di che cosa si va a trattare! A questo punto, mi è impossibile darle un consiglio perché mi pare che, stando ovviamente a ciò lei dice, non sappiamo esattamente di che cosa stiamo parlando. Mi auguro che chi le ha proposto l’intervento laparoscopico abbia bene in mano i termini della questione.
Cordiali saluti,
Filiberto Zattoni