stato di tristezza profondo

    DOMANDA

    Sono una ragazza di 24 anni che vive in un piccolo paesino del Sud a casa dei suoi genitori. Mi mancano cinque esami alla laurea ma non riesco a portare a termine il mio percorso di studi perché vivo in uno stato di malessere generale. Sono da sempre stata una perfezionista e la classica figlia modello: brava ragazza, ottimi voti a scuola, buona amica. Negli ultimi anni, dopo aver attraversato un altro grave stato di crisi per aver sbagliato facoltà, sono cambiata molto. Ho perso dodici chili, ho sviluppato un certo senso dell’umorismo e sto cercando di non rendere tutto troppo tragico. Nonostante ciò, continuo a non sentirmi a mio agio, inadeguata, insoddifatta. Non ho un ragazzo, non l’ho mai avuto e non mi sono mai sentita apprezzata e amata perché tutti i ragazzi che mi piacevano hanno finito sempre per preferire le mie amiche. La scuola è stata sempre la mia valvola di sfogo e ora non riesco a trarre soddifazioni nemmeno in quel campo. Ho una madre che non fa altro che ripetermi che non faccio nulla tutto il giorno, che mi fa continue pressioni chiedendomi ogni giorno se ho studiato. Mi sento soffocare. Non riesco a dormire bene, non riesco a uscire…Non so più che cosa fare. Vorrei solo non sentirmi più così…

    RISPOSTA

    Dal suo scritto emerge un quadro molto chiaro della ‘vita che è stata’, mentre non si coglie nulla della ‘vita che sarà’ .
    Come si rappresenta il futuro ? Cosa sogna ? Per quali progetti è disposta a spendersi ? Quali desideri nutre ?… insomma quali ali può indossare (quanto prima !) per volare oltre il senso di oppressione e uscire da quella corazza difensiva che finora ha indossato: ‘almeno vado bene a scuola’.
    La ‘strategia’ di colmare i piccoli e grandi vuoti con i buoni voti finora ha funzionato e ne prendiamo atto.
    Adesso – in piena giovinezza – quei vuoti vanno percorsi (prendendone atto) e ‘colmati’ individuando davvero ciò in cui crede, che vale (per lei.non necessariamente per chi le sta attorno), che sente essere la sua vita.
    Via quindi il ‘sono stata’ e avanti con il ‘sarò’.
    Il passato è passato e non può più tornare se non nella memoria e spesso anche distorto, impreciso.
    E’ il futuro ciò che le appartiene.. e che forse potrebbe ‘spaventarla’ perché incerto. a differenza del passato che invece è sicuro perché strada fatta.
    La incoraggio quindi a dare ascolto in prevalenza alle voci interiori: chi sarò ? in cosa credo ? quali desideri/ambizioni/valori mi fanno ‘volare’ o comunque fare il salto da questo trampolino dei 24 anni ? .. Vedrà che trovate le SUE RISPOSTE. anche l’ambiente e le richieste a volte anche contraddittorie che pone sembreranno meno minacciosi e anzi potrebbero a volte sostenere o suggerire strade da percorrere.
    Scriva allora ‘chi sono stata’ per l’ultima volta e poi faccia a pezzi o bruci il foglio e inizi a vivere da qui in avanti. semmai attingendo al passato solo per farsi forza con quanto costruito nel tempo e non per auto-ostacolarsi ricordando ciò che non è andato..
    Concretamente potrebbe stendere una lista di SUOI OBIETTIVI, poi prenderne uno e suddividerlo in sotto-obiettivi (impegni a breve che richiedono max 3-5 gg) da conquistare e spuntare per trarre piccole dosi di imprescindibile soddisfazione.. Inizi con questa strategia ‘obiettivo – risultato – soddisfazione’, ma soprattutto non dimentichi di vivere la sua vita e di scoprire le potenzialità che -messe a frutto -le consentiranno di sentirsi bene . e di essere un bene per gli altri.