Rapporto sessuale in Egitto

    DOMANDA

    Gent.le Dott. Carosi,
    vorrei chiederle alcune domande in merito alla mia esperienza:
    Dopo essere stato in Egitto al Cairo per un viaggio studio in cui ho avuto un rapporto completo (protetto) con una persona del posto e un rapporto orale attivo e passivo non protetto.
    A 15 giorni dall’evento mi è comparsa una febbricola con punte massime di 37,3, linfonodi e faringe gonfi, durato il tutto quasi un mesetto.
    A 30 giorni dall’evento ho effettuato un test ELFA con anticorpi e p24 risultato “non reattivo”. Ho inoltre effettuato diversi esami del sangue senza particolari alterazioni e tutti gli esami per malattie infettive (come lue, epatiti, cmv ecc…) tutti risultati negativi; le premetto che ho avuto già la mononucleosi.
    Come ultima cosa, su consiglio medico, ho effettuato a 40 giorni un PCR cDNA HIV (provirus) con risultato “non evidente positività”.
    Secondo la sua opinione posso stare tranquillo visto che non ci sono tracce del virus nel mio sangue?
    Inoltre, alla luce dei test fatti, che percentuale ho di non aver contratto il virus?
    In ultima analisi esistono ceppi virali di HIV-1 in Egitto diversi da B che potrebbero falsificare la PCR?
    Grazie mille della sua attenzione.
    Marco

    RISPOSTA

    Il rischio di avere contratto l’HIV è basso, tuttavia è utile ripetere il test ELISA per HIV 1 e 2 dopo 6 mesi dall’evento a rischio. Inotre consiglio di ripetere gli esami per la Lue sia TPHA che RPR con titolo. Le conisglio anche di esgeuire la sierologia per il gonococco.