DOMANDA
Gentile dott. Cipolla, mia madre (78 anni) aveva subito 19 anni fa un’operazione di bypass (usarono la mammaria, al S.Matteo di Pavia) ed è stata bene fino a dieci giorni fa quando è stata ricoverata per un dolore al petto.
Dalla coronarografia sono risultate due coronarie ostruite (immediatamente operate con successo mediante tre angioplastiche) ma è risultata anche un’ostruzione importante del bypass, che risulta filiforme per tutta la sua lunghezza e pressoché del tutto ostruito all’imbocco (la dottoressa mi ha mostrato la coronarografia).
Dopo le angioplastiche mia madre ha avuto vari episodi di dolore al braccio e rialzo pressorio (fino a 190), curati immediatamente (l’ultima ieri sera). Nonostante i vari cambiamenti di terapia, fino ad ora non sono riusciti a evitare queste crisi per più di 48h di fila.
Il primario dice che esclude che sia possibile un “redo” (cioè, se non ho capito male, una rioperazione al bypass), e ritiene inutile tentare un’angioplastica su quel bypass. Ma allora qual è la prospettiva? che mia madre rimanga per tutta la vita in cardiologia e sotto monitor?
Scusi, sono davvero molto demoralizzato. Ho l’impressione che non ci sia una via d’uscita. Nella sua esperienza è così? E’ possibile che rivolgendomi a un altro centro mi dicano cose diverse? (Dove è ora ricoverata mi paiono tutti molto competenti, ma non vorrei lasciare nulla di intentato…)
Grazie in anticipo per ogni aiuto che mi saprà dare.
RISPOSTA
Carissimo,
in effetti non è una situazione fortunata e facile.
Ma il San Matteo è struttura assolutamente al top e altrove, sono certo, si comporterebbero nella stessa maniera.
Ma voglio essere ottimista: la terapia medica sarà nel tempo aumentata ed ottimizzata, sono certo, ed i dolori scompariranno; nel frattempo si potrebbero sviluppare naturali circoli collaterali di compenso e conseguentemente risistemarsi la situazione coronarica, rendendo la mamma asintomatica ed al sicuro.
I miei auguri più sinceri. Dr Carlo Cipolla