DOMANDA
Gent.mo prof.Sciarra gradirei sapere:un paziente con K prostatico radiotrattato+ O.T.ora in terapia intermittente,cioè con sospensione della terapia quando si deve allertare? In caso di aumento del Psa (a proposito, dopo la radio qual’è il valore psa che preoccupa?) o dei secondarismi o di entrambi? Nella malaugurata ipotesi di aumento dell’uno o degli altri qual’è, secondo Sua scienza, l’iter da seguire? Posso sapere anche il Suo pensiero su Degarelix-Firmagon, Abiraterone ed altri? Sempre grato La saluto cordialmente.
RISPOSTA
In un paziente sottoposto a radioterapia per carcinoma prostatico il valore del PSA dovrebbe essere inferiore a 1 ng/ ml e stabile .
In caso esegua una terapia ormonale intermittente , i segni di insuccesso e progressione sono sia la comparsa di metastasi nuove all’ imaging o un aumento del PSA nonostante la fase on di terapia( non si riduce il PSA nella fase in cui diamo il blocco androginico).
Il degarelix e’ una nuova categoria di farmaci chiamata Lhrh antagonisti.
Finora reali vantaggi clinici sulla progressione di malattia rispetto ai classici analoghi Lhrh non sono stati dimostrati. il testosterone si abbassa più velocemente ma nel mantenimento successivo non ci sono differenze
Si e’ ipotizzato di usarlo quando il paziente non risponde più agli analoghi per vedere se si ottiene un nuovo periodo di risposta , ma i dati sono pochi.
Nella terapia intermittente possono avere un ruolo perché riducendo più velocemente il testosterone permettono un più rapido passaggio da una fase all’ altra.
Prof Alessandro Sciarra
Prostate Cancer Unit
Policlinico Umberto I
Università Sapienza
Roma