renella

    DOMANDA

    Gentile Professore,

    sono una donna di 37 anni, sposata senza figli e in sovrappeso di 20 Kg. Vorrei sapere se è possibile prevenire la formazione di cristalli di ossalati di calcio ( con la dieta e la terapia idropinica ) e se tale patologia può essere in relazione con la tiroidite cronica autoimmune di Hashimoto di cui soffro da 10 anni per cui sono in cura con Eutirox ( nel dosaggio di 87,5 mc al dì ). Inoltre l’endocrinologa da cui sono in cura a Pisa mi ha prescritto l’uso di Metforal 500 per 3 volte al dì in quanto dall’analisi della curva insulinica è risultato un picco di 600 dopo mezz’ora dall’assunzione di glucosio. Specifico che sono stata in cura con un progestinico per 2 anni ( Lutenyl ) e, purtroppo, dopo una recente emorragia uterina ( non dovuta ad aborto ma a squilibri ormonali ) ho ricominciato ad assumere Lutenyl.Da quando si è manifestata la malattia tiroidea ho avuto e continuo ad avere mille disturbi.

    Grazie mille,

    Benedetta

    RISPOSTA

    Gentile Signora Benedetta

    la calcolosi può in parte essere prevenuta controllando l’assunzione di alimenti particolarmente ricchi di calcio ed aumentando l’introduzione di liquidi preferibilmente con acqua povera di calcio facilmente reperibile in commercio. E’ importante che l’introduzione dei liquidi avvenga nelle tre ore successive ai pasti perché è proprio in questo arco di tempo che si attiva il processo della calcolosi.

    Per quanto riguarda la sua domanda, e cioè se è possibile che esista una relazione tra la tiroidite autoimmune di Hashimoto e la formazione di calcoli, posso dirle non è nota in ambito scientifico internazionale una associazione tra le due patologie.

    Cordiali saluti

    Prof. Mauro Cervigni

    Direttore U.O.C. Urologia Ginecologica

    Direttore Centro di Riferimento Cistite Interstiziale

    Osp. S. Carlo-IDI

    Docente Scuole di Specializzazione

    Università Cattolica “Sacro Cuore”, Roma

    Via Aurelia 275, 00165 Roma