DOMANDA
Gent.ma professoressa, La ringrazio per la sollecita, saggia e competente risposta. Proprio ieri sera mio padre è stato sottoposto, d’urgenza, ad altro intervento chirurgico. E’ ancora in rianimazione. Si spera che ce la faccia a superare il momento. Si è verificato, improvvisamente, un rigonfiamento dell’addome e un riversamento di liquidi gastrici e sostanze, provenienti evidentemente dalle fistole intestinali ancora non chiuse, e/o dalla vicina primaria sutura, con pus e quant’altro. E dire che tre giorni prima era stata ripetuta la Tac senza segnali allarmanti. Come Lei aveva ben intuito, infatti, ( mi dolgo di non averla contattata prima) e come appare solo oggi ai medici, i valori alti e altalenanti – soprattutto la bilirubina totale e diretta e i globuli bianchi – dipendevano, non tanto dalle condizioni del fegato, che comunque è ammalato avendo sopportato, per due mesi, l’influenza dell’infezione latente, ma dalle fistole prossime alla precedente anastomosi, che si sono, pian piano, allargate. E’ stato necessario rimuovere altro intestino ammalorato e creare, purtroppo, uno “stoma” esterno. Nel complimentarmi per la sua grande professionalità, Le chiedo, sapendo di approfittare troppo,un suo consiglio su come comportarci d’ora in avanti, su quali cure intraprendere, con la speranza che mio padre si riprenda, intanto, da quest’ultimo inaspettato intervento. Con sincera stima. Fabrizio
RISPOSTA
Mi spiace per questo nuovo intervento che mi auguro possa risolvere definitivamente i problemi chirurgici. La stomia esterna è al momento l’ultimo dei problemi. Le consiglierei, superata la fase acuta, di affidarsi ad un internista ed ad un chirurgo che collaborino tra loro per decidere la terapia più adatta per suo padre. Gli eventuali. se persisteranno, problemi epatici andranno affrontati dopo.