DOMANDA
Gentilissimo Prof. Calabria sono un ragazzo di 28 anni affetto ormai da anni da MGD e occhio secco. Non ho altre malattie sistemiche o dermatologiche particolari. Ho provato praticamente di tutto, sia la terapia sostitutiva con lacrime artificiali e igiene palpebrale,che quella antinfiammatoria (tetracicline orali,corticosteroidi,azitromicina topica,acetilcisteina) per lunghissimi periodi ma nonostante tutto a parte miglioramenti modesti non riesco a risolvere il problema. Continuo ad accusare sintomi visivi e irritativi quotidianamente al punto tale da interferire con la mia vita quotidiana.
Le scrivo perchè recentemente mi è stato proposto un nuovo trattamente per questo tipo di malattie,una procedura nuovissima in italia che consiste nel sondaggio meccanico con agocannula di tutte le ghiandole di meibomio per favorirne la pervietà e la pulizia da detriti interni,la cosiddetta procedura secondo Maskin. Il medico mi ha detto che negli USA ormai viene praticata da moltissimi oftalmologi con ottima soddisfazione dei pazienti.
Volevo sapere un suo parere su questa nuova tecnica e se davvero sia cosi efficace nel risolvere questi problemi. Sarei davvero felice di trovare sollievo dopo tanto tempo. La terapia “meccanica” arriva a risolvere i problemi che la terapia medica non riesce a risolvere?
La ringrazio davvero moltissimo in anticipo.
RISPOSTA
La proposta non è nuova e il trattamento poco diffuso. Lo scarso successo è dovuto al fatto che è doloroso, indaginoso e che spesso si formano false vie con occlusione irreversibile dei dotti. A me personalmente sembra una soluzione semplicistica, non l’ho mai adottata, ma i miei validissimi collaboratori che ci hanno provato l’hanno subito abbandonata. Tenga conto che, seppure in tempi diversi, tutte le blefariti guariscono con la igiene palpebrale ovvero sostanzialmente con impacchi caldi e detergenti, l’importante è proteggere l’occhio da cheratiti e simili, come quella della ipersensibilità allo stafilococco: le tetracicline per uso locale sono molto efficaci e sicure.
Cordiali saluti
Prof.Giovanni Calabria Università di Genova