micobatterio avium-bronchiectasie – terapie?

    DOMANDA

    Buongiorno. ho 65 ani e da alcuni anni lotto contro un batterio l’avium e numerose bronchiectasie . Terapia effettuata nel 2011 :trattata per un anno con rifadin 600 mg 1 cp al mattino -zitromax 500 mg 1 cp al mattino -etambutolo 1500 mg 1 cp al mattino x 3 VOLTE alla settimana . terminata terapia marzo 2012-al termine eseguito tac (sostanzialmente immodificato i bronchiectsie e quadro ad albero a fiore) nell’agosto 2012 diagnosi di LES (manifestazione cutanea su dorso mani e avambracci) trattata con idrossiclorochina per 3 mesi – nel 2013 nessuna manifestazione di LES. Nel luglio 2013 a seguito febbre e addensamento parenchimale al segmento apicale lobo inferiore destro rifatto tac( progressione del quadro noto -incremento dei noduli subpleurici e dell’entità degli aspetti ad albero in fiore, ma sopratutto nei segmenti basali sono compari multipli centri di consolidamento parenchimali, viene rilevata anche un’area a veto smeriglio ) e rifatto broncoaspirato:ricerca miceti negativa- microscopio:presenza alcuni leucociti- ricerca aerobi :flora microbica mista senza prevalenza di specie patogene -micobatteri:presenza di alcuni bacilli alcol acido resistenti poi identificati come avium complex.conclusioni:chi mi prospetta di nuovo la terapia annuale per l’avium già fatta due anni fa senza esito, chi mi consiglia 2 settimane di rifadin per pulizia polmonare e poi rifare tac a gennaio.Lei professore cosa ne pensa?

    RISPOSTA

    Gentile signora,
    come le avranno detto, le micobatteriosi non tubercolari (da cosiddetti micobatteri atipici), spesso favorite da alterazioni croniche del tessuto dei polmoni (tipo bronchiectasie, cisti eccetera), hanno tendenza alla recidiva. Fortunatamente esistono i farmaci adatti per la loro cura, che però spesso è prolungata nel tempo. Da quello che Lei mi descrive, mi sembra imprudente, se non addirittura nociva, una terapia breve con rifampicina per 15 giorni. Senz’altro è indicata una terapia specifica per almeno un anno. Non so in che regione Lei risieda, ma presumo che lo schema di trattamento le sia stato impostato da un centro competente. Infatti è opportuno che i trattamenti antitubercolari, soprattutto quelli con farmaci di seconda linea e con somministrazioni prolungate, siano erogati nei Centri di Riferimento Regionali per la terapia della tubercolosi e delle micobatteriosi.

    Cordiali saluti.
    Dr. Paolo Bulgheroni