DOMANDA
Egr.professore D’Anchise
chi le scrive è la figlia di una donna di 72 anni operata nello gennaio 11 di frattura sovracondolidea del femore dx mia madre viene trattata con impianti di placca e viti.
E come da dimissione pratica FKT con fisiokinetec senza carico,in seguito inizia programma di FKT con fisioterapista.
Ai controlli mensili sia clinici che rxgrafici le condizioni di mamma sembravano buone in quanto il responso del medico dell’ambulatorio era sempre positivo e che mia madre era in via di guarigione.
Nel frattempo che mamma continuava a praticare l’FKT notavo che la deambulazione continuava con ausilio di girello e per non dilungarmi a gennaio 2012 nel mentre chiedevo la domanda di invalidità (nulla a che vedere con questa situazione) il solito ortopedico che la controllava in ambulatorio mi chiese di praticare anche un esame rx per la certificazione che mi occorreva x la pratica.
Alla rxgrafia si evinceva una placca rotta a metà e ci veniva riferito che nonostante questa fosse rotta mamma poteva continuare a deambulare addirittura senza ausilio del girello perchè c’era abbastanza callo osseo da poterla sostenere.attraverso altre rx praticate in AP ed LL e anche sotto carico si evince invece ke intanto di callosità ossea ce n’è ben poca e x giunta la placca rotta non è nemmeno stabile.
Quindi da profana io presumo che anche le viti siano mal impiantate e sempre da profana ho obbligato mia a non caricare.
Ora io Le chiedo cosa posso fare e a chi mi devo rivolgere
RISPOSTA
La rottura di una placca in una frattura di femore quasi sempre sta ad indicare una non consolidazione della frattura e pertanto richiede, quasi sempre, una ripresa della frattura ed una nuova sintesi
