DOMANDA
Gent.ssmo Prof.,
sono Giovanni, studente SDA Bocconi per il master in managment della sanità, con i miei colleghi abbiamo il mandato di condurre una ricerca sulla terapia del dolore e la possibilità di terapie alternative a quella farmacologica. Ecco perchè siamo venuti a conoscenza della scrambler therapy con l’ausilio del dispositivo medico Calmare mc 5a. Volevamo conoscere il suo parere a riguardo.
Cordiali saluti.
Giovanni
RISPOSTA
Gentile,
La Scrambler therapy non è una terapia alternativa ma eventualmente integrativa a quella farmacologica.
Si sviluppa con l’obiettivo ambizioso di riuscire a controllare il dolore a livello centrale ingannando la percezione della sofferenza a livello centrale.
L’apparecchio modula dei messaggi elettrici attraverso degli elettrodi posizionati all’ esterno sul corpo lungo le vie nervose, a seconda dell’origine del dolore.
Il sistema sfrutta particolari frequenze in questo modo al sistema nervoso centrale dovrebbe arrivare un segnale che contrasti la percezione negativa dello stimolo doloroso.
Alcuni protocolli prevedono diverse sedute (almeno 10) dalla durata di 1 ora in regime di day hospital o ambulatoriale.
Indicato per ogni tipo di dolore neuropatico centrale e periferico.
E’ atto uno studio su almeno 4 centri in Italia.
Criticità.
Non ci sono studi di evidenza e quindi rigorosi e confrontabili sull’ efficacia della terapia, l’indicazione su diverse sindromi dolorose ritengo sia un limite scientifico rispetto agli sforzi per una diagnosi e cura ezio -patogenetica delle sindromi dolorose.
Il Sistema Sanitario non prevede un codice specifico per la procedura penso per il limiti di cui sopra.
In sintesi: attenzione e rispetto per tutto quello che può migliorare il controllo del dolore nelle persone in particolare lo sviluppo di tecnologia ma nello stesso tempo valutazione accurata delle indicazioni e di efficacia dei trattamenti a medio lungo termine con risultati misurabili e confrontabili.
Per ulteriori approfondimenti sono disponibili in altri contesti
Cordialità