DOMANDA
Gentile Dottor Veronesi,
mia madre a gennaio è stata operata per un nodulo al seno destro di 1,5 cm.
prima dell’intervento è stata fatta RMN ai due seni che evidenziava linfonodi aspecifici a sinistra e lesioni puntiformi anche a sinistra.
subisce mastectomia a destra con inserimento di espansore cutaneo.
ci mandano a casa raccomandandoci di terminare la stadiazione.
infatti la scintigrafia ossea rileva metastasi ossee, la tac cranio un nodulo di 5-6 mm.
la presenza dell’espansore mi impedisce di fare la RMN per poter meglio curare i secondarismi di mia madre.
domanda:
io mi sono fidato, ed ho lasciato fare ai medici, ma col senno di poi mi chiedo: perchè non stadiare la malattia prima dell’intervento? tutte le complicazioni che oggi devo affrontare non le avrei avute, senza considerare che forse sarebbe stato meglio anticipare la chemio.
i miei rispetti.
RISPOSTA
Cara Lettrice, le sue argomentazioni sono plausibili ma purtroppo ci si dimentica (anche molti medici lo dimenticano) che ogni tumore è diverso dall’altro, anche quelli che colpiscono uno stesso organo. Non esiste un solo cancro del seno, del colon, del pancreas, come non esistono “la” leucemia o “il” mieloma. Per ognuna di queste neoplasie si conoscono ormai centinaia di varianti, ciascuna con peculiarità talmente marcate e differenzianti da poter essere quasi considerate una malattia indipendente.
Ciò complica enormemente la vita dei ricercatori, che devono moltiplicare gli sforzi per cercare di capire quali siano le alterazioni specifiche in ciascun caso e come contrastarle, e impedisce di generalizzare sui possibili sviluppi clinici che le ricerche attualmente in corso avranno nei prossimi anni. Forse non ho risposto appropriatamente alle sue molte domande e me ne scuso, ma senza una conoscenza diretta e approfondita del caso ogni risposta sarebbe incompleta. Un augurio vivissimo
Umberto Veronesi