DOMANDA
Buongiorno DR.Garofalo, mi è stata diagnosticata una cisti uretrale. Al tatto si presenta come un rigonfiamento che parte dall’ingresso della vagina delle dimensioni di oltre 3 cm. E’ tale da aver spostato in alto il meato uretrale. Mi da problemi nello stare seduta ed è impossibile avere rapporti intimi (ho 31 anni e mi sono sposata da 5 mesi). Non ho problemi nell’urinare. L’urologo che mi ha visitata mi ha sottoposta a due cicli di antibiotici: dapprima ciproxin per 7 gg, poi augmentin per 10 giorni. In contemporanea al primo ciclo è stato somministrato flagyl 250 mg per 5 giorni e acidif plus per 7 giorni. Col secondo antibiotico invece è stato datogentamicina pomata e oki per 2 volte al giorno per 5 giorni. Stamattina alla visita di controllo è emerso che la cisti non è regredita a livello dimensionale, sebbene sia un po’ meno dolorosa. Mi è stato solo detto che va monitorata e che evntualmente si valuteranno i pro e i contro di un intervento chirurgico per l’estrazione. Lei cosa ne pensa? Quali sono i rischi di un intervento del genere? E la tempistica risolutiva?Quali sono i rimedi, aspirazione, incisione….?)Grazie anticipatamente
Grazie anticipatamente.
RISPOSTA
È difficile rispondere senza un esame obiettivo diretto. In generale è possibile l’asportazione chirurgica senza rischi significativi. Buona sera.