Indice PSA

    DOMANDA

    Egr. Dr. Antonelli, ho effettuato la prostetectomia radicale laparoscopica e a distanza di un mese ho fatto il PSA riportanto un indice di 0,04 ng/ml. Alcuni autori sostengono che dopo l’intervento radicale il PSA deve essere pari a zero. Le chiedo: E’ in atto da subito una recidiva? Perchè non è risultato zero? Che consigli mi può dare? L’esito dell’esame istologico è il seguente:
    1) Adenocarcinoma acinare (WHO G3 Gleason 3,4=7) multicentrico, infiltrante la zona periferica e l’apice di entrambi i lobi, la base del lobo destro ed il prelievo della zona mediana della base, con focale estensione al piano di escissione chirurgico (estensione circa mm. 1) tessuti molli periprostatici, vescicole seminali e restanti piani di escissione chirurgica indenni da neoplasia
    2) n. 8 linfonodi indenni da neoplasia
    3) Tessuto fibroadiposo inglobante strutture vascolari nervose indenni da neoplasia.
    C61(Classificazione ICD-O-III,2000)
    pT2c+N0 (classificazione AJCC7UICC-VII, 2010)
    Alla luce di quanto sopra riportato, che cosa si evince?
    Attendo una sua gradita risposta al questio. grazie

    RISPOSTA

    Caro Alexander,
    l’esame istologico rileva una neoplasia prostatica discretamente rappresentata all’interno della prostata ed a discreta aggressività, asportata in modo radicale con l’eccezione relativa alla possibilità che in un punto del piano di escissione (cioè la superficie lungo la quale è stato condotto il taglio da parte del chirurgo) vi sia un residuo tumorale.
    E’ un esito comune di questi interventi: specialmene se le è stato eseguito un intervento con l’intento di risparmiare i nervi dell’erezione, è possibile che sia stato necessario rischiare un po’ di più a riguardo della radicalità (cioè della completezza dell’asportazione).
    Quindi non vedo nell’esame istologico segni di una cattiva esecuzione dell’intervento.

    Per quanto riguarda il PSA non completamente azzerato (cosa che succede in una quota prossima al 20% di questi interventi), esso comunque si è collocato a valori decisamente bassi.
    L’interpretazione di questo dato deve quindi indurre all’ottimismo. Generalmente il valore poi si abbassa ulteriormente o si stabilizza, confermando una radicalità completa nel primo caso, suggerendo invece nel secondo caso la possibilità che vi siano residui microscopici ma benigni della prostata, solitamente addossati alla base della vescica, in grado di secernere un po’ di PSA.
    Certamente, se invece il valore dovesse progressivamente crescere, e in particolare superare la soglia convenzionalmente accettata del valore 0.2 (5 volte superiore al suo attuale valore), potrebbe rendersi evidente una persistenza o una “riaccensione” della neoplasia prostatica e quindi sarebbe opportuno il ricorso ad accertamenti e trattamenti specifici, sui quali non mi dilungo.

    In sintesi, al momento non vedo motivi per preoccuparsi. Affronti con serenità i prossimi controlli.