DOMANDA
Egregio prof. Conti, da recente TC mi è stato riscontrato un nodulo neoplastico di circa 2 cm al terzo medio del rene destro in parte esofitico ed in parte corticale,senza segni di diffusione; nonchè calcoli ed infiammazione delle parete della cistifellea.Ho fatto due visite urologiche in due noti reparti italiani; entrambe hanno concordato che nella stessa sede vada operata sia la cistifellea sia il rene, con abbastanza buone possibilità di salvataggio dell’organo se confermata dimensione del tumore.Quello che mi lascia perplesso nella scelta è che secondo un Urologo l’operazione sarebbe da fare a “cielo aperto” perchè vede meglio eventuali disseminazioni e non c’è il rischio di emorragie; l’altro urologo sostiene che vuole farla in laparoscopia perchè meno invasiva e che l’esito (emorragie e dissenazioni) dipende dall’esperienza e non dalla tecnica.Quello che le chiedo, in base alla sua esperienza, è secondo Lei quala sia il tipo di intervento suggeribile e se è vero che la laparoscopia ha i limiti indicati.Grazie Mille.
RISPOSTA
Lo standard per la tumorectomia renale resta ad oggi la chirurgia a cielo aperto, ma ha ragione l’urologo che sostiene che molto dipende dall’esperienza dell’operatore. In effetti il rischio di sanguinamento è un po’ maggiore con la tecnica laproscopica, e l’intervento potrebbe richiedere tempi più lunghi, soprattutto tenuto conto della scelta di asportare contemporaneamente la colecisti. Però l’intervento resta identico, non vi sono differenze sostanziali. Scelga in base alla fiducia che lei ripone nell’uno o nell’altro medico. La sua prognosi resta comunque buona.