carcinoma prostatico

    DOMANDA

    PSA negli ultimo 5 anni da un massimo di 8,2 ad un minimo di 5,57; rapporto PSA/psa free mai inferiore a 18,8.
    Il 9.9.2010 ho effettuato biopsia prostatica
    Materiale pervenuto: A – apice dx B – intermedio dx C supplem. dx D base dx E apice sx F intermedio sx G supplem sx H base sx DIAGNOSI: A: rari stromi; B-E: parenchima prostatico normale morfologia; F/H: microfocolaio di adenocarcinoma ; G: adenocarcinoma (10% del frustolo)
    Gleason 6 (3+3) Tecniche speciali : 34 BE 12 P 63

    Presso l’Ospedale della mia città da operare subito; secondo il primario di un altro ospedale toscano restare in vigile attesa (ho 68 anni e godo di buona salute, nessun disturbo ad urinare. All’esplorazione rettale visita la prostata appare di dimensioni normali. Chiedo: vi sono esami particolari, analisi, ecografie, ecc. per capire che cosa sta succedendo nella mia prostata senza ricorrere una nuova biopsia? La ringrazio Celbi

    RISPOSTA

    Buongirono,
    si esiste una moderna risonanza magnetica multiparametrica della prostata che permette di dare informazioni sull’estensione del tumore prostatic nella ghiandola.
    Questa risonanza che si esegue in centri di specializzazione, permette di ottimizzare l’immagine della prostata e di unire un analisi spettroscopica (si misura una sostanza chiamata colina che tende ad elevarsi maggiormente nelle aree del tumore) ed un analisi dinamica (sulla vascolarizzazione).
    Questa risonanza puo’ aiutare insieme ai parametri bioptici, eta’ del paziente e psa sulla decisione fra vigile attesa ed intervento chirurgico.
    Comunque ogni strategia ha i suoi vantaggi e svantaggi.
    La vigile attesa (opzione possibile in soggetti che hanno una aspettativa di vita intorno ai dieci anni in media) ha il vantaggio di non produrre effetti collaterali legati alla terapia ma lo svantaggio di frequenti controlli non solo con il PSA ma anche ripetendo biopsie e risonanza magnetiche. Il rischio e’ che, se non ben monitorato, il tumore possa sfuggire dal controllo e diffondersi oltre la ghiandola prostatica. In alcuni casi la vigile attesa puo’ durare per tutta la vita, in altri e’ solo un ritardare il momento della terapia attiva.
    La prostatectomia radicale ha il vantaggio di maggiori probabilita’ di controllare definitivamente la neopalsia (soprattutto se e’ confinata alla ghiandola prostatica), ma e’ legata a possibili effetti collaterali, particolarmente sulla sfera sessuale ( considerando una eta’ superiore a 65 anni).

    Cordiali saluti

    Prof Alessandro ciarra
    Prostate Cancer Unit
    Policlinico Umberto I
    Universita’ sapienza
    Roma