DOMANDA
Gentile Dott, dopo aver appurato il radiologo interventista l’impossibilità di inserire un filtro cavale per la vicinanza del trombo al cuore, gli oncologi ritengono che non possono eseguire agobiopsia per accertare se si tratta di un nuovo tumore al rene o se è conseguenza dell’adenocarcinoma chirurgicamente eliminato con la creazione di una neovescica.
Adesso si è iniziati un trattamento con Xeloda, 4 pillole da 500 gr. al giorno, ritenedo altri generi di farmaci troppo invasivi per la situazione di mio padre che accusa molta ematuria e rischio trombotico, ritiene che sia un trattamento consono per una neoformazione renale? e inoltre l’agobiopsia realmente comporta grossi rischi di perdita di sangue? La ringrazio anticipatamente per la sua sincera e professionale risposta.
RISPOSTA
penso che i colleghi in scienza e coscienza abbiano valutato i rischi e benefici nell’eseguire la biopsia.
La situazione è molto grave ed impegnativa e mi auguro che la terapia possa almeno sortire un effetto palliativo sui sintomi.
cordiali saluti ed un in bocca al lupo per suo padre