DOMANDA
Buonasera,sono una studentessa di Medicina e Chirurgia e volevo un’informazione riguardo alla pratica chirurgica in seguito a rottura del dente dell’epistrofeo: Un mio amico in seguito ad incidente automobilistico ha riportato una frattura amielinica alla sede anatomica sopra citata. L’episodio risale a quasi 3 mesi fa e in questo periodo ha portato una minerva cervicale a quattro punti,ma in seguito ad una Tac hanno riscontrato che seppur in asse,il dente non è ancora calcificato. L’iter consigliato è quindi continuare a portare la minerva fino a fine gennaio per poi sottoporsi nuovamente ad esame radiodiagnostico e nell’eventualità di mancata calcificazione,ad intervento chirurgico. Volevo sapere in cosa consisterebbe questo intervento, se e quali sono gli eventuali rischi e i tempi riabilitativi. Grazie
RISPOSTA
Se dopo 3 mesi la consolidazione della frattura è in ritardo, in effetti, vista la giovne età, l’intervento rappresenta la soluzione indicata. Attendere ancora fino all fine di gennaio può essere una scelta giusta. In caso di mancata consolidazione a quell’epoca è meglio passare alla chirurgia
Dipende la tipo di frattura, ma se questa è ridotta, in genere si passa ad un unico intervento di fissazione posteriore. Si utilizzano viti o anche viti con uncini per fissare posteriormente C1 e C2. E’ una tecnica molto utilizzata e standardizzata. Il vantaggio è l’abbandono della minerva e l’uso di un collare morbido per 20 gg in media.