DOMANDA
Gentile dottoressa,
quest’anno mi sono iscritta all’università di padova, ma mi sono resa conto piuttosto in fretta che il corso scelto (sociologia) non fa per me e sto pensando di lasciare. Del resto l’ho scelto per ripiego, perchè non sapevo davvero cosa mi sarebbe piaciuto fare. Mi sento fortemente demotivata, se qualcuno mi domanda dell’università mi irrita molto, e mi intristisce e mi fa chiudere a riccio. Crede sia meglio sforzarsi di continuare o lasciare e prendersi del tempo per riflettere? Mia madre dice che forse devo solo abituarmi, ma io credo non si tratti solo di questo. Grazie
RISPOSTA
Si tratterebbe di capire se l’origine del suo disagio stia nei contenuti delle discipline proposte (e in tal caso varrebbe la pena di considerare altri corsi più vicini ai suoi interessi) oppure nella scelta universitaria in sé (e in tale evenienza valutare un contatto – magari anche solo sporadico e a termine – con il mondo del lavoro costituirebbe la opzione più probabile).
La incoraggio quindi a chiedersi “Cos’è che non mi piace ?”
a) la sociologia
b) lo studio all’università
.. e di conseguenza a decidersi per un cambio facoltà o dallo studio al lavoro.
In questo processo, la inviterei a fondare le sue scelte e in parte anche il suo vissuto emotivo non tanto sulle domande (e gli ipotetici giudizi) che le vengono rivolte o sulle esortazioni sul piano pratico quanto su un interrogare se stessa, credere in se stessa e costruire la propria personale vita.
E’ un processo che richiede tempo e che implica un riflettere sui propri percorsi e su quanto di sé si è messo in essi che può riguardare anche l’intera vita e che – nel suo caso – diventa assai pregnante vista la recente scelta formativa.
La invito quindi a sedersi in compagnia di sé, a chiedersi cosa la fa soffrire e a rispondersi … A quel punto la scelta le sarà lampante … tenga presente che qualunque opzione percorrerà non sarà definitiva … gli studi si possono riprendere … il lavoro si può abbandonare … una antica passione può venire ripresa… L’importante è che sia convinta nel momento in cui la approccia e che questa convinzione-passione si consolidi nel tempo.
La incoraggio comunque – ma il fatto che abbia scritto né è già testimonianza – a scegliere, non a trascinarsi o a rimanere in fase di stallo decisionale … Ogni passo può essere buono se convinto, se proprio (ascolti i consigli, ma non si senta in obbligo di dimostrare nulla a nessuno), se perseguito con amore per la persona che è e che sarà.